Odio Le Favole - Ermal Meta

 Am  Dm  G  Am

 Am
 Ti ricordi quand'eri bambino
 Con i sogni legati al cuscino
 Dm
 Ti ricordi quand'eri capace
 Di sentirti con poco felice
 G
 E da un gesto del tutto banale
                      Am
 Imparavi che volto avesse, l'amore
 Am
 Ti ricordi le notti a parlare
 E a incollare la luna nel cielo
 Dm
 Con un dito poi farla sparire
 Come una sposa dietro al suo velo
 G
 Di sudore, di lacrime amare
                      C   E
 Ci sembrava la cura di tutto, il sale
        F
 Per stare bene penso a te
        E
 Per stare male penso a te e me
 F          C
 Il futuro era bellissimo per noi
 G           Am
 Ti volevo bene e forse anche di più
 F               C
 Fuoco che non brucia non si spegne mai
   G              F
 Ti manco, non lo so mi manchi e non lo sai
 Dm  G
 (Stacco)
 Am
 Scorre un fiume e assomiglia alla vita
 E la nostra sembrava in salita
 Dm
 Non è vero, era solo paura di affrontare la parte più dura
 G
 Ma per quanto difficile sia
               Am      E
 L'ordinario con te diventava, magia
 F          C
 Il futuro era bellissimo per noi
 G           Am
 Ti volevo bene e forse anche di più
 F                C
 Fuoco che non brucia e non si spegne mai
 G                Am
 Ti manco e non lo so mi manchi e non lo sai
 F            C
 Io ti voglio ancora bene e pure tu
 G              Am
 Cuore che si stringe e non tradisce mai
 F              C
 E non ricordo come mai non ci sei più
   G               Am
 Ti manco e non lo so mi manchi e non lo sai
 F
 Odio le favole
 C
 E il gran finale perché
 G
 Quello che conta è
 Am
 Qualcosa per cui una fine non c'è
 F         C
 Non ci credere
             G
 Se ti dicono che passerà da se
   Am
 Mi manchi e non lo sai
 F           C
 Il futuro era bellissimo per noi
 G            Am
 Io ti voglio ancora bene e pure tu me ne vuoi
 F            C
 Sii felice e non dimenticarmi mai
   G              F           Dm
 Ti manco, non lo so mi manchi e non lo sai
 Dm  G
 (Stacco)
 Am
 Mi hai strappato l'amore di bocca
 Ma ogni tanto una stronza ci tocca