Teoria

Corso gratuito per principianti

Impara la chitarra dalle basi

Scegli lo strumento

22 lezioni brevi, in ordine: dallo strumento alla lettura delle note sul pentagramma, dal ritmo ai primi accordi, fino a scale e giri armonici. Ogni esempio si può ascoltare.

Segna le lezioni finite: il tuo avanzamento resta salvato.
Parte 1Primi passiConoscere lo strumento, tenerlo nel modo giusto, accordarlo e organizzare lo studio.

Lezione 1
Le parti della chitarra

Prima di suonare conviene sapere come si chiamano le parti dello strumento: nelle lezioni, nei video e nei negozi le sentirai nominare di continuo.

1234567
  1. Buca: il foro sulla tavola da cui esce il suono. Le chitarre elettriche non ce l'hanno.
  2. Ponte: il pezzo di legno incollato sulla tavola dove sono fissate le corde. Sopra c'è una sottile barretta bianca, la sella, su cui le corde appoggiano.
  3. Cassa armonica: il corpo cavo che amplifica la vibrazione delle corde. La parte davanti si chiama tavola.
  4. Tastiera e tasti: la superficie del manico su cui premi le corde. I tasti sono le barrette di metallo: ogni tasto alza il suono di un semitono. I pallini sulla tastiera (segnatasti) aiutano a orientarsi: di solito sono al 3°, 5°, 7°, 9° e 12° tasto.
  5. Capotasto: la barretta in cima alla tastiera dove le corde poggiano prima di arrivare alla paletta. Da non confondere con il capotasto mobile, l'accessorio che si stringe sul manico (ne parliamo nella lezione 17).
  6. Paletta e meccaniche: in cima al manico. Girando le meccaniche tendi o allenti le corde per accordarle.
  7. Manico: la parte lunga che unisce la paletta alla cassa.

Le corde

La chitarra ha sei corde. Si contano dalla più sottile alla più grossa: la 1ª corda è il Mi cantino, quella più vicina al pavimento quando suoni; la 6ª è il Mi basso, quella più vicina al viso. Le note delle corde a vuoto, dalla 6ª alla 1ª, sono Mi, La, Re, Sol, Si, Mi.

Classica, acustica, elettrica

  • Classica: corde di nylon, manico largo, suono morbido. È la più gentile con i polpastrelli.
  • Acustica (folk): corde di metallo, suono brillante e potente, perfetta per accompagnare il canto.
  • Elettrica: corde di metallo sottili e facili da premere; ha bisogno di un amplificatore. Al posto della buca ha i pickup, che trasformano la vibrazione in segnale elettrico.
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Lezione 2
Come tenere la chitarra e il plettro

Una buona postura evita dolori e rende tutto più facile. Vale la pena curarla fin dal primo giorno, prima che le abitudini sbagliate diventino automatiche.

Seduto

  1. Siediti su una sedia senza braccioli, con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra.
  2. Appoggia la curva della cassa sulla gamba destra (se suoni da destrorso). Nella chitarra classica si usa la gamba sinistra, sollevata con un poggiapiedi.
  3. Il manico deve salire leggermente verso l'alto, non puntare verso il pavimento.
  4. L'avambraccio destro si appoggia sul bordo della cassa, così la mano cade naturalmente sopra la buca.

La mano sinistra

  • Il pollice sta dietro al manico, più o meno all'altezza del dito medio. Non stringere: la forza serve sulle dita, non sul pollice.
  • Le dita sono arcuate e premono con la punta, così non toccano le corde vicine.
  • Premi subito dietro al tasto metallico, non in mezzo alla casella: serve meno forza e la nota suona pulita.
  • Tieni le unghie della mano sinistra corte.
  • Nei diagrammi le dita hanno un numero: 1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo.

Il plettro

  • Tienilo tra il pollice e il lato dell'indice, con la punta che sporge di pochi millimetri.
  • Il movimento parte dal polso, non dal gomito: pensa a scuotere una goccia d'acqua dalla mano.
  • Per iniziare scegli un plettro medio (circa 0,6 mm): quelli sottili sono comodi per gli accordi, quelli spessi per le note singole.

I primi giorni i polpastrelli fanno male: è normale. Suona poco ma spesso, per esempio 15 minuti al giorno, e in un paio di settimane si formeranno i calli.

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Lezione 3
Come accordare la chitarra

Accordare a orecchio richiede pratica. All'inizio conviene usare un accordatore elettronico, fisico o come app, per avere la massima precisione.

Accordatore a orecchio. Tocca una corda per sentire la nota giusta e regola la meccanica finché la tua chitarra suona uguale.

Accordare sembra semplice, ma richiede attenzione e orecchio. Molti principianti ne sottovalutano l'importanza e arrivano agli accordi senza saper tenere accordato lo strumento. Qui trovi il metodo più diffuso, quello del V tasto, partendo da una nota di riferimento esterna.

Fase 1: la nota di riferimento (LA)

Procurati un diapason o un fischietto che emetta il LA a 440 Hz. Va bene anche il tasto LA dell'accordatore qui sopra.

  1. Suona il LA di riferimento.
  2. Suona la 5ª corda (LA) a vuoto.
  3. Confronta le due note e gira la meccanica della 5ª corda finché suona uguale al riferimento.

Fase 2: le altre corde (metodo del V tasto)

Accordata la 5ª corda, la usi come riferimento per le altre. Le corde a vuoto, dalla più grave alla più acuta, sono MI · LA · RE · SOL · SI · MI (E · A · D · G · B · e).

  1. 6ª corda (MI basso): premila al V tasto, ottieni un LA. Confrontalo con la 5ª corda a vuoto e regola la 6ª finché le due note sono identiche.
  2. 4ª corda (RE): premi la 5ª corda al V tasto, ottieni un RE. Confrontalo con la 4ª a vuoto e regola la 4ª.
  3. 3ª corda (SOL): premi la 4ª corda al V tasto, ottieni un SOL. Confrontalo con la 3ª a vuoto e regola la 3ª.
  4. 2ª corda (SI): premi la 3ª corda al IV tasto, ottieni un SI. È l'unico caso in cui si usa il IV tasto. Confrontalo con la 2ª a vuoto e regola la 2ª.
  5. 1ª corda (MI cantino): premi la 2ª corda al V tasto, ottieni un MI. Confrontalo con la 1ª a vuoto e regola la 1ª.

Per un controllo finale confronta la 1ª corda con la 6ª: sono lo stesso MI, a due ottave di distanza.

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Lezione 4
Come iniziare e come studiare

Scegliere la chitarra

Chiediti che tipo di chitarra vuoi suonare: classica, acustica o elettrica. Avere le idee chiare fin dall'inizio aiuta a non scoraggiarsi. Un chitarrista completo dovrebbe saperle suonare tutte, ma ognuno ha una predisposizione per un tipo in particolare.

L'importanza delle basi

È inutile affrontare cose complicate senza capirle. Se impari Stairway to Heaven solo a memoria, non saprai perché quel giro armonico funziona né come variarlo. Si parte con la marcia giusta: prima di tutto, saper accordare bene.

Esercizi fondamentali

Una volta accordata la chitarra, puoi passare ai primi esercizi:

  • Esercizi per il plettro (mano destra) o per le dita, sempre con il metronomo
  • Cromatismi su una corda: un dito per tasto, con pennata alternata
  • Cromatismi su più corde, fino al XII tasto
  • Prime scale, come la scala maggiore, con i relativi pattern e arpeggi
  • Accordi di base e tutti i giri armonici

Suonare pattern e arpeggi è il modo migliore per fare tue le scale, invece di suonarle tasto dopo tasto. Per iniziare, impara tutti i giri armonici, sia maggiori sia minori.

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Parte 2Leggere la musicaLe note, il pentagramma, il ritmo, le tablature: tutto quello che serve per capire uno spartito.

Lezione 5
Le note musicali

Le note sono sette: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Dopo il Si si ricomincia da Do, un po' più in alto: la distanza tra un Do e il Do successivo si chiama ottava.

I nomi con le lettere

Nei paesi anglosassoni, e quindi negli accordi di quasi tutte le canzoni del blog, le note si scrivono con le lettere. Si parte dal La, che è la A.

ItalianoDoReMiFaSolLaSi
IngleseCDEFGAB

Quando trovi un accordo come Am, leggilo «La minore»; G è «Sol maggiore».

Toni e semitoni

Il semitono è la distanza più piccola tra due note nella nostra musica. Sulla chitarra è facilissimo da vedere: un tasto = un semitono. Due semitoni fanno un tono.

Tra le sette note naturali quasi sempre c'è un tono, tranne in due punti: tra Mi e Fa e tra Si e Do c'è solo un semitono. Sul pianoforte lo vedi subitoNel disegno della tastiera qui sotto lo vedi subito: in quei punti manca il tasto nero.

DoCReDMiEFaFSolGLaASiBDoCDo#RebRe#MibFa#SolbSol#LabLa#Sib
Tocca i tasti per ascoltarli. Il tasto nero tra due bianchi ha due nomi.

Diesis, bemolle e bequadro

  • Il diesis (#) alza la nota di un semitono: Fa# è un tasto più in alto del Fa.
  • Il bemolle (b) la abbassa di un semitono: Sib è un tasto più in basso del Si.
  • Il bequadro annulla il diesis o il bemolle e riporta la nota naturale.

Do# e Reb sono lo stesso suono con due nomi diversi: si chiamano note enarmoniche. Contando anche i tasti neri, dentro un'ottava ci sono 12 note, una per ogni tasto della chitarra dal capotasto al 12° tasto.

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Lezione 6
Leggere le note sul pentagramma

Il pentagramma è il «foglio» su cui si scrive la musica: cinque righe orizzontali e i quattro spazi tra una riga e l'altra. Righe e spazi si contano sempre dal basso verso l'alto.

Ogni nota sta su una riga o in uno spazio. Più la nota è in alto, più il suono è acuto. Passando da una riga allo spazio subito sopra si sale di una nota: Mi, Fa, Sol, La e così via.

La chiave di violino

All'inizio del pentagramma c'è la chiave, che dice quale nota corrisponde a quale riga. Per chitarra, ukulele e mano destra del pianoforte si usa laLa chiave più usata è la chiave di violino, detta anche chiave di Sol: il suo ricciolo si avvolge attorno alla seconda riga, e quella riga è il Sol. Da lì ricavi tutte le altre note, salendo o scendendo di un gradino alla volta.

Le note sulle righe

Dal basso verso l'alto: Mi, Sol, Si, Re, Fa.

𝄞MiSolSiReFa

Le note negli spazi

Dal basso verso l'alto: Fa, La, Do, Mi.

𝄞FaLaDoMi

Un trucco per ricordarle: le righe fanno Mi-Sol-Si-Re-Fa, gli spazi fanno FA-LA-DO-MI. Leggi due o tre volte le due sequenze ad alta voce e non le dimenticherai più.

Sopra e sotto il pentagramma: i tagli addizionali

Quando una nota è troppo acuta o troppo grave per stare nelle cinque righe, si aggiungono delle piccole righe solo per lei: i tagli addizionali. Si leggono come righe normali, continuando a contare.

  • Sotto la prima riga (Mi) c'è lo spazio del Re, poi il primo taglio addizionale: è il Do centrale, il Do in mezzo alla tastiera del pianoforte.
  • Sopra l'ultima riga (Fa) c'è lo spazio del Sol, poi il primo taglio in alto, il La.

Tutte insieme

Ecco la scala dal Do centrale fino al Sol sopra il pentagramma. Tocca una nota per ascoltarla.

𝄞DoReMiFaSolLaSiDoReMiFaSol

Diesis e bemolle sul pentagramma

Il simbolo si scrive prima della nota, sulla stessa riga o nello stesso spazio. Un'alterazione scritta davanti a una nota vale fino alla fine della battuta. Le alterazioni scritte subito dopo la chiave, all'inizio di ogni rigo, si chiamano alterazioni in chiave (o armatura) e valgono per tutto il brano: se c'è un diesis sulla riga del Fa, ogni Fa diventa Fa#.

E la chitarra?

La musica per chitarra si scrive in chiave di violino, ma la chitarra suona un'ottava più in basso di come è scritto. Per questo a volte trovi un piccolo 8 sotto la chiave. Non cambia niente nella lettura: leggi le note come le hai imparate qui. Il Mi basso della 6ª corda si scrive molto in basso, sotto tre tagli addizionali; il Mi cantino della 1ª corda sta nell'ultimo spazio in alto.

𝄞8Mi 6ªLa 5ªRe 4ªSol 3ªSi 2ªMi 1ª
Le sei corde a vuoto come si scrivono negli spartiti per chitarra.

E l'ukulele?

L'ukulele si scrive in chiave di violino e, a differenza della chitarra, suona proprio come è scritto. Le quattro corde a vuoto stanno dentro il pentagramma o appena sotto: il Do della 3ª corda è il Do centrale sul taglio addizionale, il La della 1ª corda è nel secondo spazio.

𝄞Sol 4ªDo 3ªMi 2ªLa 1ª
Le quattro corde a vuoto dell'ukulele: Sol, Do, Mi, La.

E il pianoforte?

Il pianoforte usa due pentagrammi uniti da una graffa: quello in alto, in chiave di violino, di solito è per la mano destra; quello in basso, in chiave di basso, per la mano sinistra. La chiave di basso ha una lezione tutta sua, subito dopo questa.

Mettiti alla prova

Che nota è?

Scegli il nome giusto. Dopo ogni risposta arriva una nota nuova.

Vuoi allenarti ancora? Nella pagina Passatempi trovi il gioco «Note in chiave di violino», con dieci domande e il punteggio.

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Lezione 7
Il ritmo: durata delle note e battute

Il pentagramma dice quale nota suonare; la forma della nota dice quanto a lungo. Le durate si misurano in movimenti, cioè i battiti regolari che conti mentre suoni (quelli che segui battendo il piede).

Le figure

Semibreve4 movimenti
Minima2 movimenti
Semiminima1 movimento
Croma1/2 movimento
Semicroma1/4 di movimento

Ogni figura vale la metà della precedente: una semibreve dura quanto due minime, una minima quanto due semiminime, e così via.

Le pause

Anche il silenzio si scrive. Ogni figura ha la sua pausa con la stessa durata: pausa di semibreve, di minima, di semiminima e così via. Quando la incontri, non suoni ma continui a contare.

Punto e legatura

  • Il punto di valore, messo a destra della nota, aggiunge metà della sua durata: una minima col punto dura 3 movimenti.
  • La legatura di valore è un archetto che unisce due note uguali: si suona la prima e la si tiene per la durata di entrambe.

Battute e tempo

La musica è divisa in battute (o misure) da stanghette verticali. All'inizio del brano, dopo la chiave, trovi due numeri uno sopra l'altro: è l'indicazione di tempo.

  • 4/4: quattro movimenti da semiminima per battuta. È il tempo di gran parte delle canzoni pop e rock. Si conta «1, 2, 3, 4» con l'accento sull'1.
  • 3/4: tre movimenti per battuta, il tempo del valzer. Si conta «1, 2, 3».
  • 2/4: due movimenti, tipico delle marce.
  • 6/8: sei crome per battuta, raggruppate in due gruppi da tre. Si sente «uno-due-tre, quattro-cinque-sei», con un andamento dondolante.

La velocità: i BPM

La velocità si misura in BPM, battiti al minuto: 60 BPM è un battito al secondo, 120 BPM due al secondo. Il metronomo scandisce i battiti e ti aiuta a restare a tempo. Prova qui: l'accento cade sul primo movimento di ogni battuta.

80BPM

Quando studi un passaggio difficile, parti lento col metronomo (per esempio 60 BPM) e alzalo di 5 alla volta solo quando ti viene pulito tre volte di fila.

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Lezione 8
Le note sulla chitarra

Ora colleghiamo le note al manico. La cosa più utile da imparare subito sono le note naturali della prima posizione, cioè dal capotasto al 3° tasto: sono quelle che userai negli accordi aperti e nelle prime melodie.

MiSiSolReLaMi1234MiFaSolLaSiDoReMiFaSolLaSiDoReMiFaSol
In verde le corde a vuoto. In alto la 1ª corda (Mi cantino), in basso la 6ª (Mi basso), come la vedi guardando la chitarra dall'alto. Tocca un pallino per ascoltare la nota.

Come trovare qualsiasi nota

  1. Parti dalla nota della corda a vuoto.
  2. Ogni tasto sale di un semitono: Mi, Fa, Fa#, Sol, Sol#, La…
  3. Ricorda che tra Mi e Fa e tra Si e Do c'è un solo tasto di distanza, tra le altre note naturali due.
  4. Al 12° tasto ritrovi la nota della corda a vuoto, un'ottava più in alto: da lì in poi lo schema si ripete.

Esercizio da 5 minuti: scegli una nota, per esempio il Sol, e cercala su tutte e sei le corde. Il giorno dopo cambia nota.

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Lezione 9
Come leggere le tablature (TAB)

Cos'è una TAB?

La tablatura è un modo di scrivere musica per chitarra con numeri e lettere al posto del pentagramma. È perfetta per condividere brani su internet, ma a volte i simboli non corrispondono esattamente: ascoltare il pezzo resta fondamentale.

Una TAB ti dice quale nota suonare, su quale corda e su quale tasto. Indica anche l'accordatura (MI-LA-RE-SOL-SI-MI se non specificato) ed eventuali capotasti.

Cosa una TAB non dice: di solito non indica la durata delle note, quindi il ritmo lo ricavi ascoltando il brano, né quali dita usare con la mano destra e con la sinistra.

Come è fatta

La TAB ha sei linee, una per corda. In alto c'è il MI cantino (e), la corda più acuta; in basso il MI basso (E), la più grave. Si scrive con un carattere a spaziatura fissa, così i numeri restano allineati.

I numeri sulle linee indicano il tasto da premere. Lo 0 vuol dire corda a vuoto.

Esempio 1: lo schema vuoto

e|-----------------|
B|-----------------|
G|-----------------|
D|-----------------|
A|-----------------|
E|-----------------|

Esempio 2: note una dopo l'altra (MI, FA, FA#, SOL, SOL#, LA)

e|-----------------|
B|-----------------|
G|-----------------|
D|-----------------|
A|-----------------|
E|-0-1-2-3-4-5-----|

Esempio 3: un accordo (SOL maggiore)

Quando più note si suonano insieme, i numeri stanno uno sopra l'altro.

e|-3---------------|
B|-0---------------|
G|-0---------------|
D|-0---------------|
A|-2---------------|
E|-3---------------|

Esempio 4: arpeggio

Se le note dell'accordo si suonano una alla volta, i numeri sono sfalsati: più spazio c'è tra una nota e l'altra, più sono separate nel tempo.

e|-------------3---|
B|-----------0-----|
G|---------0-------|
D|-------0---------|
A|-----2-----------|
E|---3-------------|
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Lezione 10
Simboli e tecniche

I simboli più comuni

hHammer-on (legatura ascendente)
pPull-off (legatura discendente)
b ^Bend (tirare la corda)
rRelease (rilascio del bend)
/Slide verso l'alto
\Slide verso il basso
v ~Vibrato

Hammer-on e pull-off (legature)

L'hammer-on collega due note: suoni la prima e poi premi con decisione la seconda con un altro dito della mano sinistra, senza pennare di nuovo. Il suono è legato e la seconda nota più morbida.

Il pull-off è l'opposto: suoni la nota più alta e poi "strappi" la corda con il dito che la preme, facendo suonare la nota sotto, già premuta, senza pennare di nuovo.

e|-----------------|
B|-----------------|
G|-5h7---7p5-------|
D|-----------------|
A|-----------------|
E|-----------------|

Bend e release

Il bend consiste nel tirare la corda di lato per aumentarne la tensione e alzare la nota di uno, due o più semitoni. Usa anche le dita precedenti come appoggio, per avere più forza e precisione.

Il release è il rilascio della corda tirata, che riporta la nota a quella di partenza.

Slide e vibrato

Lo slide porta da una nota all'altra sulla stessa corda facendo scivolare il dito: si sentono anche i tasti intermedi. A volte si usa la lettera "s" per entrambe le direzioni.

Il vibrato è un movimento di dito e polso che fa oscillare leggermente l'intonazione della nota. C'è il vibrato classico, con movimento orizzontale, e quello rock, con movimento verticale.

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Parte 3Accordi e armoniaDai primi accordi ai giri armonici: tutto quello che serve per accompagnare le canzoni del blog.

Lezione 11
Leggere i diagrammi degli accordi

Il diagramma è una fotografia del manico vista di fronte, con la chitarra in piedi. È il modo più veloce per imparare un accordo.

C×321EADGBe
  • Le linee verticali sono le corde: a sinistra il Mi basso (6ª), a destra il Mi cantino (1ª).
  • Le linee orizzontali sono i tasti. La riga spessa in alto è il capotasto.
  • I pallini dicono dove premere; il numero dentro è il dito da usare (1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo).
  • O sopra una corda: si suona a vuoto. ×: quella corda non si suona.
  • Una barra che attraversa più corde è un barré: l'indice preme tutte quelle corde insieme.
  • Se accanto al diagramma c'è scritto 3fr, la prima riga non è il capotasto ma il 3° tasto.

Quello qui sopra è il Do maggiore (C): anulare sulla 5ª corda al 3° tasto, medio sulla 4ª al 2°, indice sulla 2ª al 1°. La 6ª corda non si suona.

Nelle canzoni del blog puoi passare il mouse (o toccare) sopra un accordo per vedere il suo diagramma e ascoltarlo. Il dizionario degli accordi li raccoglie tutti.

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Lezione 12
I primi otto accordi

Con questi otto accordi aperti (cioè con corde a vuoto) puoi suonare centinaia di canzoni. Sono in ordine di difficoltà: impara i primi due, poi aggiungine uno alla volta.

Em23EADGBeMi minore
Am×231EADGBeLa minore
E231EADGBeMi maggiore
A×123EADGBeLa maggiore
D××132EADGBeRe maggiore
G213EADGBeSol maggiore
C×321EADGBeDo maggiore
Dm××231EADGBeRe minore

Come esercitarsi

  1. Metti le dita, suona una corda alla volta e controlla che ogni nota suoni pulita. Se una corda è muta, un dito la sta toccando: arcualo di più.
  2. Scegli due accordi (per esempio Em e Am) e passa dall'uno all'altro per un minuto, lentamente. Guarda quali dita restano ferme o si muovono poco: sono i tuoi punti di appoggio.
  3. Quando il cambio è sicuro, fallo a tempo: quattro pennate per accordo con il metronomo a 60 BPM.

Il Fa (F) è il primo accordo con il barré e fa paura a tutti. Aspetta di essere sicuro con questi otto, poi affrontalo con calma: all'inizio va benissimo la versione semplificata sulle prime quattro corde.

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Lezione 13
I ritmi di pennata

Con la mano destra dai il ritmo alla canzone. Il segreto è uno solo: la mano si muove sempre, giù e su come un pendolo, anche quando non tocca le corde.

  • Conta «1 e 2 e 3 e 4 e»: sui numeri la mano scende (↓), sulle «e» sale (↑).
  • Per fare una pausa non fermi la mano: la muovi lo stesso, ma senza toccare le corde.

Ecco quattro ritmi da provare, dal più semplice al più usato. Premi Ascolta per sentirli con un accordo di Sol.

1. Quattro pennate in giù
2. Ballata semplice
3. Il ritmo pop più usato
4. Valzer in 3/4

Il ritmo 3 (giù, giù-su, su-giù-su) va bene per moltissime canzoni del blog. Se all'inizio è difficile, dillo ad alta voce mentre suoni: «1, 2 e, e 4 e».

Come esercitarsi

  1. Prima senza accordi: tieni le corde smorzate con la mano sinistra appoggiata e fai solo il movimento della destra. Il suono “ciac” ti fa sentire bene il ritmo.
  2. Poi su un accordo solo (Em o G), con il metronomo a 60 BPM: un battito = un numero del conteggio.
  3. Quando il ritmo è regolare per un minuto di fila, aggiungi il cambio tra due accordi, uno per battuta.
  4. Sali di 5 BPM al giorno. Intorno a 90-100 BPM sei alla velocità della maggior parte delle canzoni.

Quale ritmo per quale canzone

Se la canzone è…Prova il ritmo…
Ballata lenta, canzone d’amoreil 2 (ballata semplice), oppure un arpeggio
Pop e cantautori, tempo medioil 3, il più usato
Canzone che “dondola” (1-2-3)il 4, valzer in 3/4
Rock, canzone veloceotto pennate in giù, anche smorzate

Il ritmo non deve essere identico al disco: deve essere regolare. Un ritmo semplice suonato a tempo vale molto più di uno complicato che si inceppa nei cambi.

Mettiti alla prova

1. Cosa fa la mano destra durante una pausa nel ritmo?

2. Con il conteggio «1 e 2 e 3 e 4 e», sulle «e» la mano va…

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Lezione 14
Come si costruisce un accordo

Un accordo è un gruppo di almeno tre note suonate insieme. Quello di base si chiama triade ed è fatto da tre note: la fondamentale (che dà il nome all'accordo), la terza e la quinta.

Maggiore e minore

La differenza sta tutta nella terza:

  • Maggiore: fondamentale, poi 4 semitoni più su (terza maggiore), poi 3 semitoni più su. Do maggiore = Do, Mi, Sol. Suona aperto e luminoso.
  • Minore: fondamentale, poi 3 semitoni (terza minore), poi 4. Do minore = Do, Mib, Sol. Suona più malinconico.

Come si leggono i nomi degli accordi

SiglaSi leggeNote (esempio in Do)
CDo maggioreDo Mi Sol
CmDo minoreDo Mib Sol
C7Do settimaDo Mi Sol Sib
Cmaj7Do settima maggioreDo Mi Sol Si
Cm7Do minore settimaDo Mib Sol Sib
Csus4Do sospeso di quartaDo Fa Sol
Csus2Do sospeso di secondaDo Re Sol
CdimDo diminuitoDo Mib Solb
Cadd9Do con nona aggiuntaDo Mi Sol Re
C/GDo con Sol al bassoDo Mi Sol, con il Sol come nota più grave

Sulla chitarra le note di un accordo si ripetono su più corde: il Do aperto che hai imparato suona Do, Mi, Sol, Do, Mi. Le note sono sempre e solo tre, raddoppiate in ottave diverse.

Sull'ukulele le corde sono quattro e le note tre: una si ripete. Il Do (0003) suona Sol, Do, Mi, Do.

Sul pianoforte l'accordo si vede benissimo: per le triadi con i tasti bianchi è «un tasto sì, uno no, uno sì». Do, Mi, Sol sono tre tasti bianchi separati da un tasto.

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Lezione 15
Le scale

Una scala è una sequenza di note che sale per gradi dalla fondamentale fino all'ottava. Le scale sono la base delle melodie, degli assoli e degli accordi.

La scala maggiore

È la scala del «Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do». La sua formula è sempre la stessa: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono (T T S T T T S). Partendo da qualsiasi nota e seguendo la formula ottieni la scala maggiore di quella nota.

Scala di Do maggiore in prima posizione

e|-----------------------|
B|-----------------0-1---|
G|-----------0-2---------|
D|-----0-2-3-------------|
A|-3---------------------|
E|-----------------------|

La scala minore naturale

Formula: T S T T S T T. La minore usa le stesse note di Do maggiore, ma parte dal La: La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La. Per questo La minore si chiama la relativa minore di Do maggiore.

La pentatonica minore

È una scala di cinque note, la più usata negli assoli rock, blues e pop, perché suona bene quasi su tutto. Ecco la pentatonica di La minore: La, Do, Re, Mi, Sol. Sulla chitarra si suona al 5° tasto, con una «scatola»: indice (5° tasto) e anulare o mignolo (7° e 8°).

e|-------------------------5-8-|
B|---------------------5-8-----|
G|-----------------5-7---------|
D|-----------5-7---------------|
A|-------5-7-------------------|
E|-5-8-------------------------|

Suona la pentatonica su e giù con il metronomo, pennata alternata (giù-su). Quando la sai a memoria, prova a improvvisare sopra una canzone in La minore.

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Lezione 16
Tonalità e giri armonici

La tonalità di una canzone è la sua «casa»: la nota e l'accordo su cui tutto sembra fermarsi e riposare. Nelle canzoni del blog la trovi scritta in alto, accanto agli strumenti.

Gli accordi di una tonalità

Su ogni nota della scala maggiore si costruisce un accordo usando solo le note della scala. Gli accordi si indicano con i numeri romani, i gradi. In Do maggiore:

GradoIIIIIIIVVVIVII
Tipomagg.min.min.magg.magg.min.dim.
In DoCDmEmFGAmB°

I tre accordi più importanti sono il I, il IV e il V: con loro puoi accompagnare migliaia di canzoni.

Il giro armonico

Il «giro» più famoso della musica italiana è I, VI, IV, V: in Do è C, Am, F, G. Molto usato anche nel pop di oggi è lo stesso giro in un altro ordine, I, V, VI, IV: C, G, Am, F.

Lo stesso giro nelle tonalità più usate

TonalitàIVIIVV
DoCAmFG
SolGEmCD
ReDBmGA
LaAF#mDE
MiEC#mAB

Ogni tonalità maggiore ha una relativa minore con le stesse note, tre semitoni più in basso: Do e La minore, Sol e Mi minore, Re e Si minore.

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Lezione 17
Il capotasto mobile e la trasposizione

Il capotasto mobile è una pinza che si stringe sul manico e fa da nuovo capotasto: tutte le corde si accorciano e il suono sale di un semitono per ogni tasto. Tu continui a fare le stesse forme di accordo, ma suonano più in alto.

A cosa serve

  • A suonare una canzone nella tonalità originale usando accordi facili.
  • A spostare la canzone più in alto per adattarla alla tua voce.
  • A cambiare il colore del suono: gli accordi aperti con il capotasto suonano più brillanti.

Che accordo suona?

Conta i semitoni: forma dell'accordo + numero del tasto. Con il capotasto al 2° tasto, la forma di G suona come A, la forma di C come D, la forma di Em come F#m.

FormaCapo 1Capo 2Capo 3Capo 4Capo 5
CC#DEbEF
GAbABbBC
DEbEFF#G
AmBbmBmCmC#mDm
EmFmF#mGmG#mAm

Trasporre una canzone

Trasporre vuol dire spostare tutti gli accordi di una canzone dello stesso numero di semitoni, per suonarla più in alto o più in basso. La sequenza da seguire è quella delle 12 note: C, C#, D, Eb, E, F, F#, G, Ab, A, Bb, B, e poi di nuovo C.

Non devi farlo a mano: in ogni canzone del blog trovi i pulsanti per cambiare tonalità e per il capotasto, che riscrivono gli accordi per te.

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In fondo
Glossario

Le parole della musica che incontri più spesso, in ordine alfabetico.

Accordatura rientrante
Quella dell’ukulele: la 4ª corda (Sol) è più acuta della 3ª.
Accordo
Tre o più note suonate insieme.
Alterazioni in chiave
Diesis o bemolli scritti dopo la chiave, validi per tutto il brano.
Arpeggio
Le note di un accordo suonate una alla volta.
Barré
L’indice preme più corde sullo stesso tasto.
Battuta
Porzione di musica tra due stanghette, con un numero fisso di movimenti.
Bemolle (b)
Abbassa una nota di un semitono.
BPM
Battiti al minuto: la velocità del brano.
Capotasto
La barretta in cima alla tastiera; «mobile» è la pinza che si sposta sul manico.
Chiave di basso
Chiave usata per le note gravi, per esempio dalla mano sinistra del pianoforte.
Diesis (#)
Alza una nota di un semitono.
Fondamentale
La nota che dà il nome all’accordo o alla scala.
Intervallo
La distanza tra due note.
Metronomo
Strumento che scandisce i battiti a velocità regolare.
Ottava
Distanza tra una nota e la stessa nota più in alto o più in basso: 12 semitoni.
Pedale di risonanza
Il pedale destro del pianoforte: lascia suonare le note dopo aver alzato le dita.
Pentagramma
Le cinque righe su cui si scrivono le note.
Plettro
La piccola lamina con cui si pizzicano le corde.
Relativa minore
La tonalità minore con le stesse note di una maggiore.
Rivolto
Accordo con le stesse note ma in un ordine diverso, con un’altra nota in basso.
Scala
Sequenza di note che sale per gradi fino all’ottava.
Semitono
La distanza più piccola tra due note: un tasto di chitarra o ukulele, due tasti vicini sul pianoforte.
Tablatura (TAB)
Scrittura per chitarra con i numeri dei tasti sulle corde.
Tonalità
La nota e l’accordo «casa» di un brano.
Tono
Due semitoni.
Triade
Accordo di tre note: fondamentale, terza e quinta.
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Parte 4Livello 2Barrè, settime, arpeggi e ritmi avanzati: per suonare davvero le canzoni del blog.

Lezione
Il barrè: F, Bm e gli accordi mobili

Il barrè è lo scoglio di ogni chitarrista: l’indice preme più corde insieme, come un capotasto. Fa paura a tutti, ma si impara con la tecnica giusta e un po’ di pazienza. E quando lo sai fare, puoi suonare qualsiasi accordo.

La tecnica

  • L’indice è dritto e appoggia con il lato rivolto verso la paletta, non con il polpastrello piatto: il lato è più duro e preme meglio.
  • Mettilo vicinissimo alla barretta del tasto, non al centro: serve molta meno forza.
  • Il pollice sta dietro il manico, più o meno all’altezza del medio. Non stringere come una morsa: la forza viene anche dal peso del braccio, che “tira” leggermente indietro.
  • Le corde che non suonano di solito sono quelle che cadono nelle pieghe tra le falangi: sposta l’indice di pochi millimetri su o giù finché non le trovi pulite.

Passo 1: il Fa semplificato

Prima di tutto il Fa sulle sole prime quattro corde: l’indice preme solo Si e Mi cantino. È un mini barrè, perfetto per allenare la mano.

F1××32EADGBeFa (4 corde)
F1342EADGBeFa (barrè completo)
Bm1×342EADGBeSi minore
Bb1×234EADGBeSi bemolle

Passo 2: il barrè completo

  1. Metti solo l’indice su tutte e sei le corde al 1° tasto e suona una corda alla volta. Quando almeno quattro suonano pulite, vai avanti.
  2. Aggiungi le altre dita: è la forma del Mi maggiore (E) suonata con medio, anulare e mignolo, spostata di un tasto.
  3. Tieni l’accordo per 10 secondi, rilassa la mano per 10 secondi, ripeti cinque volte. Non di più: il barrè affatica, e la mano deve rinforzarsi un po’ alla volta.
  4. Infine il cambio: C → F → C → F, quattro pennate per accordo, lentamente.

Gli accordi mobili

Il bello del barrè è che la stessa forma si sposta lungo il manico. La nota sotto l’indice, sulla corda più bassa, dà il nome all’accordo.

Forma1° tasto3°5°7°8°
Forma di Mi (E): fondamentale sulla 6ª cordaFGABC
Forma di Mi minore (Em)FmGmAmBmCm
Forma di La (A): fondamentale sulla 5ª cordaBbCDEF
Forma di La minore (Am)BbmCmDmEmFm

Esempio: la forma di Mi al 3° tasto è un Sol (G), la forma di La minore al 2° tasto è un Si minore (Bm).

G3fr1342EADGBeSol (forma di Mi)
C3fr1×234EADGBeDo (forma di La)
F#m2fr134EADGBeFa diesis minore

Il fratello facile: il power chord

Nel rock si usa una versione con sole due o tre note: fondamentale e quinta (più l’ottava, nella versione a tre note) (si scrive con il 5, per esempio G5). Indice sulla 6ª corda, anulare e mignolo due tasti più su sulle corde 5 e 4. Si sposta come il barrè ed è un ottimo allenamento per arrivarci.

E512×××EADGBeMi5 (power chord)
G53fr134×××EADGBeSol5 (power chord)
A5×12××EADGBeLa5 (power chord)

Ci vogliono di solito due o tre settimane di pochi minuti al giorno perché il barrè suoni pulito. Se fa male il polso o la mano, fermati: stai stringendo troppo. Fai abbassare l’action della chitarra (lo fa qualsiasi negozio di strumenti): con le corde più basse il barrè diventa molto più facile.

Mettiti alla prova

1. Con quale parte dell’indice si fa il barrè?

2. La forma di Mi con il barrè al 5° tasto che accordo è?

3. Dove va messo l’indice per fare meno fatica?

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Lezione
Accordi di settima, sus e add

Nelle canzoni del blog trovi spesso sigle come A7, Em7, Cmaj7 o Dsus4. Sono accordi “colorati”: hanno una nota in più o una nota spostata rispetto alla triade. Molti sono più facili del barrè, e alcuni più facili perfino dell’accordo normale.

Cosa vogliono dire le sigle

SiglaChe suono haEsempi
7accordo di settima (di dominante): suono “in sospeso”, vuole andare avantiA7, E7, D7, B7, G7
m7minore con settima: morbido, malinconicoAm7, Em7, Dm7
maj7settima maggiore: sognante, raffinatoCmaj7, Fmaj7
sus4 / sus2la terza è sostituita dalla quarta o dalla seconda: né maggiore né minoreDsus4, Asus2
add9accordo normale con una nota in più (la nona)Cadd9

Le settime

A7×23EADGBeLa settima
E721EADGBeMi settima
D7××213EADGBeRe settima
B7×2134EADGBeSi settima
G7321EADGBeSol settima
C7×3241EADGBeDo settima

L’accordo di settima porta quasi sempre all’accordo una quinta sotto: E7 → Am, A7 → D, D7 → G, G7 → C, B7 → Em. Quando lo vedi in una canzone, sai già dove sta andando.

Minori settima e settime maggiori

Am7×21EADGBeLa minore settima
Em72EADGBeMi minore settima
Dm71××2EADGBeRe minore settima
Cmaj7×32EADGBeDo settima maggiore
Fmaj7××321EADGBeFa settima maggiore

Cmaj7 è un Do senza l’indice; Fmaj7 è il modo più facile di suonare un Fa, senza barrè. Molti chitarristi lo usano al posto del Fa nelle canzoni lente.

Sospesi e add

Dsus4××123EADGBeRe con quarta sospesa
Dsus2××13EADGBeRe con seconda sospesa
Asus4×123EADGBeLa con quarta sospesa
Asus2×12EADGBeLa con seconda sospesa
Cadd9×213EADGBeDo con nona aggiunta

Il trucco più usato nel pop: suonare D → Dsus4 → D o A → Asus2 → A dentro la stessa battuta, alzando e abbassando un dito. Rende vivo anche un solo accordo.

Regola d’oro: se trovi una sigla che non conosci, suona l’accordo base. Al posto di Am7 suona Am, al posto di Dsus4 suona D, al posto di Cadd9 suona C. Non sarà identico al disco, ma funziona.

Mettiti alla prova

1. Dopo un E7, quale accordo arriva di solito?

2. Qual è il modo più facile di suonare un Fa senza barrè?

3. Trovi Gsus4 in una canzone ma non lo conosci: cosa suoni?

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Lezione
Arpeggi e fingerpicking

In moltissime canzoni italiane la chitarra non “strimpella”: suona le note dell’accordo una alla volta. È l’arpeggio, e si può fare con le dita (fingerpicking) o con il plettro. La mano sinistra fa gli stessi accordi di sempre: cambia solo la destra.

I nomi delle dita della mano destra

LetteraDitoSuona
Ppollicele corde basse: 6ª, 5ª e 4ª
Iindice3ª corda (Sol)
Mmedio2ª corda (Si)
Aanulare1ª corda (Mi cantino)

Il pollice suona sempre la fondamentale dell’accordo: 5ª corda per C, Am e A; 6ª per G, E ed Em; 4ª per D, Dm e il Fa semplificato.

Schema 1: P-I-M-A-M-I-M-I (4/4)

Il più usato nelle ballate. Otto note per battuta, a velocità costante, contando «1 e 2 e 3 e 4 e».

   C                 Am
e|-------0---------|-------0---------|
B|-----1---1---1---|-----1---1---1---|
G|---0-------0---0-|---2-------2---2-|
D|-----------------|-----------------|
A|-3---------------|-0---------------|
E|-----------------|-----------------|
   P I M A M I M I   P I M A M I M I

Schema 2: P-I-M-A-M-I (3/4 e 6/8)

Sei note per battuta: è l’arpeggio dei valzer e delle ballate in 6/8, uno dei suoni più tipici della canzone d’autore.

   Am            Em
e|-------0-----|-------0-----|
B|-----1---1---|-----0---0---|
G|---2-------2-|---0-------0-|
D|-------------|-------------|
A|-0-----------|-------------|
E|-------------|-0-----------|
   P I M A M I   P I M A M I

Schema 3: il basso alternato

Il pollice si muove tra due corde basse (fondamentale e un’altra nota dell’accordo) mentre indice e medio suonano in mezzo. È lo stile di tanta musica folk e cantautorale: sembra di sentire due chitarre.

   C                 G
e|-----------------|-----------------|
B|-------1-------1-|-------0-------0-|
G|---0-------0-----|---0-------0-----|
D|-----2-------2---|-----0-------0---|
A|-3-------3-------|-----------------|
E|-----------------|-3-------3-------|
   P I P M P I P M   P I P M P I P M

Come esercitarsi

  1. Appoggia la mano destra con il polso morbido, le dita sopra le “loro” corde. Il pollice è un po’ più avanti delle altre dita, verso il manico.
  2. Suona lo schema 1 su un accordo solo, lentissimo, finché non devi più pensare all’ordine delle dita.
  3. Aggiungi il cambio di accordo: la mano destra non si ferma mai, anche se all’inizio la sinistra arriva in ritardo.
  4. Metronomo a 60 BPM, due note per battito. Sali di 5 BPM solo quando è regolare.

Con il plettro funziona allo stesso modo: pizzichi le corde in quell’ordine invece di pennarle tutte insieme. Se una canzone del blog ti sembra “troppo vuota” suonata in pennata, prova ad arpeggiarla.

Mettiti alla prova

1. Cosa suona il pollice in un arpeggio?

2. Quale schema va bene per una canzone in 3/4?

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Lezione
Ritmi avanzati: stoppate, palm muting, 6/8 e shuffle

Con i ritmi della lezione sulla pennata accompagni quasi tutto. Questi aggiungono il “groove”: è la differenza tra una canzone strimpellata e una che fa battere il piede.

La stoppata (chuck)

Mentre la mano destra colpisce le corde, il palmo (o il lato della mano) le blocca subito: esce un colpo secco, quasi di batteria, segnato con ×. Si mette di solito sul 2 e sul 4, dove nella batteria c’è il rullante.

1. Pop con stoppata
2. Reggae e ska (solo in su, smorzato)

Il palm muting

Appoggia il lato del palmo della mano destra sulle corde, proprio sopra il ponticello: le corde suonano “ovattate”, corte e potenti. Con pennate tutte in giù, è il suono del rock e del pop-punk.

3. Rock: otto pennate smorzate

Il 6/8

Si conta «1 2 3 4 5 6», con gli accenti sull’1 e sul 4: è il dondolio delle ballate lente e di molte canzoni d’amore italiane.

4. Ballata in 6/8

Lo shuffle

Le pennate in su arrivano un po’ in ritardo: invece di «1 e 2 e» il ritmo diventa «1 – e, 2 – e», zoppicante. È il ritmo del blues, del rock’n’roll e dello swing.

5. Shuffle

Come capire il ritmo di una canzone

  1. Ascolta il brano e batti il piede: trova il tempo (1, 2, 3, 4… oppure 1, 2, 3).
  2. Ascolta la batteria: dove sta il colpo secco (rullante)? Lì metti un accento o una stoppata.
  3. Parti da un ritmo semplice (il 3 della lezione sulla pennata) e aggiungi o togli pennate finché non “siede” sulla canzone.
  4. Nelle strofe suona meno (pennate lunghe, arpeggi), nel ritornello di più: la canzone cresce da sola.

Il gioco «Dritto o swing?» nei Passatempi ti allena a riconoscere lo shuffle; «Che tempo è?» a distinguere 4/4, 3/4 e 6/8.

Mettiti alla prova

1. Dove si mette di solito la stoppata in 4/4?

2. Come si conta il 6/8?

3. Per il palm muting dove appoggi il palmo?

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Lezione
Problemi comuni e come risolverli

Tutti, all’inizio, incontrano gli stessi ostacoli. Non sono segno che “non sei portato”: hanno quasi sempre una causa precisa e una soluzione semplice.

ProblemaPerché succedeCosa fare
Una corda ronza (frrr)Il dito è troppo lontano dalla barretta o preme poco.Avvicina il dito alla barretta del tasto (dal lato del corpo). Non serve più forza: serve il punto giusto.
Una corda è muta (tic)Un altro dito la sta toccando.Arcua di più le dita, come un ponte, e usa la punta. Tieni le unghie della mano sinistra corte.
Fanno male i polpastrelliÈ normale: la pelle si deve indurire.Studia poco e spesso (15 minuti due volte al giorno). In 2-3 settimane si formano i calli e il dolore passa.
I cambi di accordo sono lentiLe dita si staccano e ripartono da zero.Cerca le dita “guida” che restano ferme o scivolano sulla stessa corda (in Am → C l’indice e il medio non si muovono). Fai l’esercizio del minuto qui sotto.
La mano destra si ferma nei cambiAspetta che la sinistra sia pronta.La destra non si ferma mai: se la sinistra non è pronta, l’ultima pennata prima del cambio suonala a corde vuote. Si sente pochissimo.
Dopo un po’ fa male il polsoPolso troppo piegato o mano che stringe.Alza un po’ la paletta (manico più inclinato verso l’alto), avvicina lo strumento al corpo, rilassa il pollice. Se il dolore resta, fermati per oggi.
Lo strumento si scorda di continuoCorde nuove che si stanno assestando, o vecchie.Le corde nuove si allungano per qualche giorno: riaccorda spesso. Se sono vecchie (suono spento, ruggine) cambiale: andrebbero cambiate ogni 2-3 mesi.

L’esercizio del minuto

Il modo più rapido per velocizzare i cambi. Scegli due accordi (per esempio C e G):

  1. Fai partire un timer di un minuto.
  2. Passa da un accordo all’altro più volte che puoi, una pennata per accordo, contando i cambi.
  3. Scrivi il numero. Ripeti ogni giorno con la stessa coppia: in una settimana i cambi di solito raddoppiano.

Coppie da allenare nell’ordine: Em-Am, Am-C, C-G, G-D, D-A, E-Am, C-F, F-G.

Coppie da allenare nell’ordine: C-Am, Am-F, F-G, C-G7, G-Em, F-Bb.

Un piano di studio di 20 minuti

TempoCosa fare
3 minutiRiscaldamento: accordatura, qualche nota singola, dita della mano sinistra che premono una alla volta.
5 minutiEsercizio del minuto su due coppie di accordi.
5 minutiRitmo o arpeggio nuovo, con il metronomo, su un accordo solo.
7 minutiUna canzone del blog, dall’inizio alla fine, senza fermarti anche se sbagli.

Suonare una canzone intera senza fermarsi, anche con qualche errore, è un allenamento diverso dallo studiare i pezzi difficili. Servono tutti e due: chi si ferma a ogni errore non impara mai a “tenere” una canzone.

Mettiti alla prova

1. Una corda ronza mentre fai un accordo. Prima cosa da provare?

2. Se la sinistra non arriva in tempo al cambio, la destra…

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Parte 5SolfeggioLeggere e cantare la musica: ritmo, intervalli, intonazione e spartiti completi.

Lezione
Solfeggio ritmico: leggere il ritmo a tempo

Il solfeggio è la lettura della musica: si legge un ritmo (o una melodia) e lo si esegue a tempo, senza strumento. È l’allenamento che trasforma la teoria delle figure in qualcosa che sai davvero fare. In questa lezione lavori solo sul ritmo: nessuna nota da trovare, solo quando suonare.

Come si fa

  • Batti il tempo con il piede o conta ad alta voce «1, 2, 3, 4»: è il pavimento su cui appoggi tutto il resto.
  • Batti le mani (o di’ «ta») su ogni nota. Sulle note lunghe tieni il suono finché non arriva la nota dopo.
  • Sulle pause non batti, ma continui a contare: il tempo non si ferma mai.
  • Le crome dividono il movimento in due: si contano «1 e 2 e», con la «e» a metà tra un numero e l’altro.

Gli esercizi interattivi

  1. Premi Ascolta: prima senti una battuta di metronomo (il “via”), poi il ritmo.
  2. Premi Prova tu: dopo la battuta di via, tocca il pulsante grande (o premi la barra spaziatrice) su ogni nota, mentre il metronomo continua.
  3. Alla fine le note diventano verdi se le hai prese a tempo e rosse se sei andato in anticipo, in ritardo o le hai saltate.
  4. Usa − e + per cambiare la velocità: comincia lento, la precisione viene prima della velocità.

1. Semiminime e minime

441234123
70 BPM

44131231341
70 BPM

2. Le pause

441𝄽3𝄽12𝄼
70 BPM

44𝄽234123𝄽1𝄽41
70 BPM

3. Le crome

Due crome valgono una semiminima: sono unite da una trave. Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e batti sulle sillabe scritte sotto le note.

4412e341e2e3
66 BPM

441e23e412e3
66 BPM

441e2e341e23e413e41
66 BPM

Se un esercizio non ti viene, non accelerare: abbassa i BPM finché lo fai giusto tre volte di fila, poi risali di 5. Due o tre esercizi al giorno bastano.

Mettiti alla prova

1. Durante una pausa di semiminima cosa fai?

2. Quante crome entrano in una battuta di 4/4?

3. Una minima in 4/4 dura…

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Lezione
Punto, legatura e semicrome

Ora le figure “dispari”: il punto e la legatura allungano le note, le semicrome dividono il movimento in quattro. Sono ovunque nelle canzoni.

1. La minima col punto

Il punto aggiunge metà del valore: minima (2) + punto (1) = 3 movimenti. È la nota lunga tipica dei valzer e dei finali di frase.

44141412341
70 BPM

2. La semiminima col punto

Semiminima (1) + punto (½) = un movimento e mezzo: la nota dopo, di solito una croma, arriva sulla «e». È il ritmo «taaa-ta» di tantissime melodie.

441e341e3
66 BPM

441e3e123
66 BPM

3. La legatura di valore

Due note della stessa altezza unite da un archetto si suonano una volta sola, tenendo il suono per tutte e due. Serve soprattutto a scavalcare la stanghetta della battuta.

44123423
70 BPM

4413423
70 BPM

4. Le semicrome

Quattro semicrome valgono una semiminima, unite da una doppia trave. Si contano «ta-ka-ta-ka», quattro sillabe per ogni movimento. Batti piano e leggero: sono veloci.

441e23e41e2e3
60 BPM

441e2e341e23
60 BPM

5. Croma col punto e semicroma

Una croma col punto (¾ di movimento) e una semicroma (¼): un ritmo “saltellato”, come un galoppo.

441234123
60 BPM

Mettiti alla prova

1. Quanto dura una minima col punto?

2. Due semiminime della stessa altezza unite da una legatura di valore…

3. Quante semicrome valgono una semiminima?

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Lezione
Sincope e terzine

Due ritmi che danno “movimento” alla musica pop: la sincope sposta l’accento dove non te lo aspetti, la terzina divide il movimento in tre invece che in due.

La sincope

Una nota parte sulla «e» (cioè a metà movimento) e dura oltre il movimento successivo: l’accento cade “fuori posto”, ed è proprio questo che fa venire voglia di muoversi. La forma più comune è croma-semiminima-croma: batti sull’«1», sulla «e» dopo l’1 e sulla «e» dopo il 2, mentre il «2» resta dentro la nota lunga.

441ee341ee3
60 BPM

4412ee41eeee1
60 BPM

Trucco: conta sempre «1 e 2 e 3 e 4 e» ad alta voce e batti solo le sillabe scritte sotto le note. Il conteggio resta regolare, è il battito delle mani che si sposta.

La terzina

Tre crome con un 3 sopra si suonano nello spazio di due: il movimento è diviso in tre parti uguali. Si conta «tri-o-la, tri-o-la», con l’accento sulla prima.

44triolatriola34triola23333
60 BPM

Due crome o una terzina?

Ascolta la differenza: prima due crome per movimento, poi tre. Le crome “marciano”, le terzine “dondolano”: è lo stesso dondolio dello shuffle e del 6/8.

441e2etriolatriola1etriola34333
60 BPM

Nelle canzoni la sincope è spesso scritta con una legatura (croma legata a croma oltre il movimento): suona esattamente come croma-semiminima-croma. Riconoscerla a orecchio è più importante che saperla scrivere.

Mettiti alla prova

1. Cosa caratterizza una sincope?

2. Una terzina di crome dura…

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Lezione
Gli intervalli

Un intervallo è la distanza tra due note. Si misura in due modi: con un numero, contando i nomi delle note (Do-Mi = Do, Re, Mi = terza), e con i semitoni che le separano, che dicono se l’intervallo è maggiore, minore o giusto.

Come si contano

  • Il numero conta anche la prima e l’ultima nota: Do-Sol è una quinta (Do, Re, Mi, Fa, Sol).
  • Seconde, terze, seste e settime possono essere maggiori o minori (un semitono in meno).
  • Quarte, quinte e ottave si chiamano giuste.
  • Gli intervalli si possono suonare in successione (melodici) o insieme (armonici): il pulsante li fa sentire tutti e due.

Tutti gli intervalli dal Do

IntervalloSemitoniEsempioPer ricordarlo
Seconda minore1Do → Reb«Lo squalo» (il tema del film)
Seconda maggiore2Do → Re«Fra Martino» (Fra-Mar…)
Terza minore3Do → Mib«Greensleeves»
Terza maggiore4Do → Mi«Oh When the Saints»
Quarta giusta5Do → Fala Marcia nuziale di Wagner
Tritono (quarta aumentata)6Do → Fa#la sigla dei Simpson
Quinta giusta7Do → Sol«Ah vous dirai-je maman» (Brilla brilla la stellina)
Sesta minore8Do → Lab«The Entertainer» (il salto Mi→Do dopo le prime tre note)
Sesta maggiore9Do → La«My Bonnie»
Settima minore10Do → Sib«Somewhere» da West Side Story
Settima maggiore11Do → Siun semitono sotto l’ottava (Do–Si)
Ottava12Do → Do«Over the Rainbow»

Le canzoni nella colonna “per ricordarlo” sono un aiuto classico: canta mentalmente l’inizio della melodia e senti subito l’intervallo. Funziona solo se la conosci: scegli quelle che ti vengono in mente e sostituisci le altre con canzoni tue.

Perché servono

  • Gli accordi sono fatti di intervalli: maggiore = terza maggiore + terza minore; minore = il contrario.
  • Riconoscere gli intervalli a orecchio è il primo passo per suonare “a orecchio” una melodia sentita alla radio.
  • Nel canto, sapere che il salto è una quinta o una terza ti aiuta a prendere la nota giusta.

Allenati con i giochi «Intervalli» e «Intervalli insieme» nei Passatempi: cinque minuti al giorno e in qualche settimana riconosci terze, quarte e quinte al primo ascolto.

Mettiti alla prova

1. Do-Fa che intervallo è?

2. La terza minore è formata da…

3. Re-La che intervallo è?

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Lezione
Lettura cantata: intonare le note

Il solfeggio cantato è leggere le note e cantarle con il loro nome: Do, Re, Mi… È l’allenamento più completo per l’orecchio: chi sa cantare quello che legge sente la musica “dentro” prima di suonarla.

Come si fa

  1. Ascolta l’esercizio con il pulsante Ascolta, anche più volte.
  2. Premi Canta tu e consenti l’uso del microfono. Canta ogni nota dicendone il nome, tenendola finché diventa verde: poi passa alla successiva.
  3. L’indicatore ti dice se sei calante (troppo basso, a sinistra) o crescente (troppo alto, a destra).
  4. Non importa l’ottava: se hai una voce grave, canta pure più in basso. Conta il nome della nota.

1. Do, Re, Mi

Tre note vicine
𝄞DoReMiReDo

2. La scala fino al Sol

Cinque note su e giù
𝄞DoReMiFaSolFaMiReDo

3. L’arpeggio di Do

Ora i salti: Do-Mi è una terza, Mi-Sol un’altra terza. Pensa alla nota prima di cantarla.

Do, Mi, Sol
𝄞DoMiSolMiDo

4. Una melodia: «Ah vous dirai-je maman»

La melodia di «Brilla brilla la stellina», con il salto di quinta Do-Sol all’inizio.

Brilla brilla la stellina
𝄞DoDoSolSolLaLaSol

Il microfono funziona meglio in una stanza silenziosa, con il telefono a mezzo metro da te. Se l’indicatore salta, canta più forte e su una vocale aperta: «Dooo», «Reee».

Mettiti alla prova

1. Se l’indicatore dice che sei “calante”, cosa fai?

2. Una voce grave può cantare un’ottava sotto?

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Lezione
Dinamica, agogica e segni di ripetizione

Uno spartito non dice solo quali note suonare e quando: dice anche quanto forte, quanto veloce e in che ordine leggere le battute. Sono indicazioni in italiano usate in tutto il mondo.

La dinamica: piano e forte

SegnoSi leggeVuol dire
pppianissimomolto piano
ppianopiano
mpmezzo pianoabbastanza piano
mfmezzo forteabbastanza forte
fforteforte
fffortissimomolto forte
crescendo (cresc.)aumentare gradualmente
diminuendo (dim.)diminuire gradualmente

Come si suonano le note

SegnoNomeVuol dire
·staccatonota corta, separata dalla successiva
⌒legato (legatura di portamento)note unite senza interruzione. Non confonderla con la legatura di valore, che unisce due note uguali
>accentosuona quella nota più forte delle altre
𝄐coronatieni la nota più a lungo, a piacere

Andamento e agogica: la velocità

IndicazioneSignificatoVelocità indicativa
Largo, Adagiolentocirca 50-70 BPM
Andante“a passo d’uomo”circa 75-100 BPM
Moderatoné lento né velocecirca 100-115 BPM
Allegroveloce, vivacecirca 120-150 BPM
Prestomolto veloceoltre 160 BPM
rit. / rall.ritardando / rallentandorallentare gradualmente
accel.accelerandoaccelerare gradualmente
a tempoa tempotorna alla velocità di prima

I segni di ripetizione

Per non riscrivere parti uguali (come il ritornello di una canzone) si usano dei segni che dicono di tornare indietro.

1234561.2.Ordine: 1 2 3 4 – 1 2 3 5 6
Il ritornello (stanghette con due puntini) fa ripetere le battute in mezzo. Alla seconda volta si salta la «1.» e si va alla «2.». Il segno si chiama ritornello come il ritornello di una canzone, ma indica solo una ripetizione.
IndicazioneCosa fare
D.C. (Da Capo)torna all’inizio del brano
D.S. (Dal Segno) 𝄋torna al segno 𝄋
al Finedopo essere tornato indietro, fermati dove c’è scritto Fine
al Coda 𝄌dopo essere tornato indietro, quando trovi 𝄌 salta alla parte finale chiamata Coda

Esempio tipico di canzone: strofa, ritornello, D.S. al Coda. Suoni strofa e ritornello, torni al segno (di solito l’inizio della seconda strofa), arrivi al simbolo della coda e salti al finale.

Prima di suonare un brano nuovo, “percorrilo” con gli occhi: trova ritornelli, segni e coda e decidi l’ordine delle battute. Ti eviti di perderti a metà.

Mettiti alla prova

1. Cosa vuol dire mf?

2. Con la prima e la seconda volta, la seconda volta…

3. Allegro indica un tempo…

4. D.C. al Fine significa…

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Lezione
Leggere uno spartito completo

Mettiamo insieme tutto. Questo è lo spartito di «Fra Martino», canzone popolare, scritto come nei libri di canzoni: melodia sul pentagramma, testo sotto le note e sigle degli accordi sopra. È lo stesso formato degli spartiti delle canzoni pop (si chiama lead sheet).

𝄞44FraCMar-ti-no,cam-pa-na-ro,dor-mitu?dor-mitu?𝄞Suo-Cnalecam-pa-ne,suo-nalecam-pa-ne,dindonGdan,CdindonGdan.C

Cosa leggere, in ordine

  1. La chiave: violino, quindi la seconda riga dal basso è il Sol.
  2. L’armatura: nessun diesis e nessun bemolle, quindi siamo in Do maggiore (o La minore). L’ultima nota, Do, conferma: Do maggiore.
  3. Il tempo: 4/4, quattro movimenti per battuta. Conta «1, 2, 3, 4» prima di cominciare.
  4. Il ritmo: semiminime, minime e, nella quinta e sesta battuta, crome a coppie («suo-na le cam-»).
  5. Le note: la melodia sta tra il Sol sotto il Do centrale e il La sopra il Do centrale, un’estensione facile per la voce.
  6. Gli accordi: la sigla vale finché non ne arriva un’altra. Qui quasi tutto è Do (C), con un Sol (G) su «don».
  7. I segni: alla fine c’è il ritornello: si ripete tutto. Cantato a canone, una seconda voce parte quando la prima arriva a «dormi tu».

Ora tocca a te

  • Fai il solfeggio ritmico del brano: batti il ritmo dicendo le sillabe del testo.
  • Fai il solfeggio cantato: canta le note con il loro nome (Do, Re, Mi, Do…), poi con le parole.
  • Suonalo sul tuo strumento: la melodia sulla tastiera, oppure gli accordi sulla chitarra o sull’ukulele mentre canti.

Le canzoni del blog sono scritte con solo testo e accordi. Con quello che hai imparato qui puoi leggere anche gli spartiti completi che trovi nei libri e online, e capire da dove vengono quegli accordi.

Mettiti alla prova

1. In questo spartito, quante crome ci sono nella quinta battuta?

2. Una sigla di accordo scritta sopra il pentagramma vale…

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