Impara la chitarra dalle basi
22 lezioni brevi, in ordine: dallo strumento alla lettura delle note sul pentagramma, dal ritmo ai primi accordi, fino a scale e giri armonici. Ogni esempio si può ascoltare.
Lezione 1
Le parti della chitarra
Prima di suonare conviene sapere come si chiamano le parti dello strumento: nelle lezioni, nei video e nei negozi le sentirai nominare di continuo.
- Buca: il foro sulla tavola da cui esce il suono. Le chitarre elettriche non ce l'hanno.
- Ponte: il pezzo di legno incollato sulla tavola dove sono fissate le corde. Sopra c'è una sottile barretta bianca, la sella, su cui le corde appoggiano.
- Cassa armonica: il corpo cavo che amplifica la vibrazione delle corde. La parte davanti si chiama tavola.
- Tastiera e tasti: la superficie del manico su cui premi le corde. I tasti sono le barrette di metallo: ogni tasto alza il suono di un semitono. I pallini sulla tastiera (segnatasti) aiutano a orientarsi: di solito sono al 3°, 5°, 7°, 9° e 12° tasto.
- Capotasto: la barretta in cima alla tastiera dove le corde poggiano prima di arrivare alla paletta. Da non confondere con il capotasto mobile, l'accessorio che si stringe sul manico (ne parliamo nella lezione 17).
- Paletta e meccaniche: in cima al manico. Girando le meccaniche tendi o allenti le corde per accordarle.
- Manico: la parte lunga che unisce la paletta alla cassa.
Le corde
La chitarra ha sei corde. Si contano dalla più sottile alla più grossa: la 1ª corda è il Mi cantino, quella più vicina al pavimento quando suoni; la 6ª è il Mi basso, quella più vicina al viso. Le note delle corde a vuoto, dalla 6ª alla 1ª, sono Mi, La, Re, Sol, Si, Mi.
Classica, acustica, elettrica
- Classica: corde di nylon, manico largo, suono morbido. È la più gentile con i polpastrelli.
- Acustica (folk): corde di metallo, suono brillante e potente, perfetta per accompagnare il canto.
- Elettrica: corde di metallo sottili e facili da premere; ha bisogno di un amplificatore. Al posto della buca ha i pickup, che trasformano la vibrazione in segnale elettrico.
Lezione 2
Come tenere la chitarra e il plettro
Una buona postura evita dolori e rende tutto più facile. Vale la pena curarla fin dal primo giorno, prima che le abitudini sbagliate diventino automatiche.
Seduto
- Siediti su una sedia senza braccioli, con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra.
- Appoggia la curva della cassa sulla gamba destra (se suoni da destrorso). Nella chitarra classica si usa la gamba sinistra, sollevata con un poggiapiedi.
- Il manico deve salire leggermente verso l'alto, non puntare verso il pavimento.
- L'avambraccio destro si appoggia sul bordo della cassa, così la mano cade naturalmente sopra la buca.
La mano sinistra
- Il pollice sta dietro al manico, più o meno all'altezza del dito medio. Non stringere: la forza serve sulle dita, non sul pollice.
- Le dita sono arcuate e premono con la punta, così non toccano le corde vicine.
- Premi subito dietro al tasto metallico, non in mezzo alla casella: serve meno forza e la nota suona pulita.
- Tieni le unghie della mano sinistra corte.
- Nei diagrammi le dita hanno un numero: 1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo.
Il plettro
- Tienilo tra il pollice e il lato dell'indice, con la punta che sporge di pochi millimetri.
- Il movimento parte dal polso, non dal gomito: pensa a scuotere una goccia d'acqua dalla mano.
- Per iniziare scegli un plettro medio (circa 0,6 mm): quelli sottili sono comodi per gli accordi, quelli spessi per le note singole.
I primi giorni i polpastrelli fanno male: è normale. Suona poco ma spesso, per esempio 15 minuti al giorno, e in un paio di settimane si formeranno i calli.
Lezione 3
Come accordare la chitarra
Accordare a orecchio richiede pratica. All'inizio conviene usare un accordatore elettronico, fisico o come app, per avere la massima precisione.
Accordatore a orecchio. Tocca una corda per sentire la nota giusta e regola la meccanica finché la tua chitarra suona uguale.
Accordare sembra semplice, ma richiede attenzione e orecchio. Molti principianti ne sottovalutano l'importanza e arrivano agli accordi senza saper tenere accordato lo strumento. Qui trovi il metodo più diffuso, quello del V tasto, partendo da una nota di riferimento esterna.
Fase 1: la nota di riferimento (LA)
Procurati un diapason o un fischietto che emetta il LA a 440 Hz. Va bene anche il tasto LA dell'accordatore qui sopra.
- Suona il LA di riferimento.
- Suona la 5ª corda (LA) a vuoto.
- Confronta le due note e gira la meccanica della 5ª corda finché suona uguale al riferimento.
Fase 2: le altre corde (metodo del V tasto)
Accordata la 5ª corda, la usi come riferimento per le altre. Le corde a vuoto, dalla più grave alla più acuta, sono MI · LA · RE · SOL · SI · MI (E · A · D · G · B · e).
- 6ª corda (MI basso): premila al V tasto, ottieni un LA. Confrontalo con la 5ª corda a vuoto e regola la 6ª finché le due note sono identiche.
- 4ª corda (RE): premi la 5ª corda al V tasto, ottieni un RE. Confrontalo con la 4ª a vuoto e regola la 4ª.
- 3ª corda (SOL): premi la 4ª corda al V tasto, ottieni un SOL. Confrontalo con la 3ª a vuoto e regola la 3ª.
- 2ª corda (SI): premi la 3ª corda al IV tasto, ottieni un SI. È l'unico caso in cui si usa il IV tasto. Confrontalo con la 2ª a vuoto e regola la 2ª.
- 1ª corda (MI cantino): premi la 2ª corda al V tasto, ottieni un MI. Confrontalo con la 1ª a vuoto e regola la 1ª.
Per un controllo finale confronta la 1ª corda con la 6ª: sono lo stesso MI, a due ottave di distanza.
Torna all'indice ↑Lezione 4
Come iniziare e come studiare
Scegliere la chitarra
Chiediti che tipo di chitarra vuoi suonare: classica, acustica o elettrica. Avere le idee chiare fin dall'inizio aiuta a non scoraggiarsi. Un chitarrista completo dovrebbe saperle suonare tutte, ma ognuno ha una predisposizione per un tipo in particolare.
L'importanza delle basi
È inutile affrontare cose complicate senza capirle. Se impari Stairway to Heaven
solo a memoria, non saprai perché quel giro armonico funziona né come variarlo. Si parte con la marcia giusta: prima di tutto, saper accordare bene.
Esercizi fondamentali
Una volta accordata la chitarra, puoi passare ai primi esercizi:
- Esercizi per il plettro (mano destra) o per le dita, sempre con il metronomo
- Cromatismi su una corda: un dito per tasto, con pennata alternata
- Cromatismi su più corde, fino al XII tasto
- Prime scale, come la scala maggiore, con i relativi pattern e arpeggi
- Accordi di base e tutti i giri armonici
Suonare pattern e arpeggi è il modo migliore per fare tue le scale, invece di suonarle tasto dopo tasto. Per iniziare, impara tutti i giri armonici, sia maggiori sia minori.
Torna all'indice ↑Lezione 5
Le note musicali
Le note sono sette: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Dopo il Si si ricomincia da Do, un po' più in alto: la distanza tra un Do e il Do successivo si chiama ottava.
I nomi con le lettere
Nei paesi anglosassoni, e quindi negli accordi di quasi tutte le canzoni del blog, le note si scrivono con le lettere. Si parte dal La, che è la A.
| Italiano | Do | Re | Mi | Fa | Sol | La | Si |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inglese | C | D | E | F | G | A | B |
Quando trovi un accordo come Am, leggilo «La minore»; G è «Sol maggiore».
Toni e semitoni
Il semitono è la distanza più piccola tra due note nella nostra musica. Sulla chitarra è facilissimo da vedere: un tasto = un semitono. Due semitoni fanno un tono.
Tra le sette note naturali quasi sempre c'è un tono, tranne in due punti: tra Mi e Fa e tra Si e Do c'è solo un semitono. Sul pianoforte lo vedi subitoNel disegno della tastiera qui sotto lo vedi subito: in quei punti manca il tasto nero.
Diesis, bemolle e bequadro
- Il diesis (#) alza la nota di un semitono: Fa# è un tasto più in alto del Fa.
- Il bemolle (b) la abbassa di un semitono: Sib è un tasto più in basso del Si.
- Il bequadro annulla il diesis o il bemolle e riporta la nota naturale.
Do# e Reb sono lo stesso suono con due nomi diversi: si chiamano note enarmoniche. Contando anche i tasti neri, dentro un'ottava ci sono 12 note, una per ogni tasto della chitarra dal capotasto al 12° tasto.
Torna all'indice ↑Lezione 6
Leggere le note sul pentagramma
Il pentagramma è il «foglio» su cui si scrive la musica: cinque righe orizzontali e i quattro spazi tra una riga e l'altra. Righe e spazi si contano sempre dal basso verso l'alto.
Ogni nota sta su una riga o in uno spazio. Più la nota è in alto, più il suono è acuto. Passando da una riga allo spazio subito sopra si sale di una nota: Mi, Fa, Sol, La e così via.
La chiave di violino
All'inizio del pentagramma c'è la chiave, che dice quale nota corrisponde a quale riga. Per chitarra, ukulele e mano destra del pianoforte si usa laLa chiave più usata è la chiave di violino, detta anche chiave di Sol: il suo ricciolo si avvolge attorno alla seconda riga, e quella riga è il Sol. Da lì ricavi tutte le altre note, salendo o scendendo di un gradino alla volta.
Le note sulle righe
Dal basso verso l'alto: Mi, Sol, Si, Re, Fa.
Le note negli spazi
Dal basso verso l'alto: Fa, La, Do, Mi.
Un trucco per ricordarle: le righe fanno Mi-Sol-Si-Re-Fa, gli spazi fanno FA-LA-DO-MI. Leggi due o tre volte le due sequenze ad alta voce e non le dimenticherai più.
Sopra e sotto il pentagramma: i tagli addizionali
Quando una nota è troppo acuta o troppo grave per stare nelle cinque righe, si aggiungono delle piccole righe solo per lei: i tagli addizionali. Si leggono come righe normali, continuando a contare.
- Sotto la prima riga (Mi) c'è lo spazio del Re, poi il primo taglio addizionale: è il Do centrale, il Do in mezzo alla tastiera del pianoforte.
- Sopra l'ultima riga (Fa) c'è lo spazio del Sol, poi il primo taglio in alto, il La.
Tutte insieme
Ecco la scala dal Do centrale fino al Sol sopra il pentagramma. Tocca una nota per ascoltarla.
Diesis e bemolle sul pentagramma
Il simbolo si scrive prima della nota, sulla stessa riga o nello stesso spazio. Un'alterazione scritta davanti a una nota vale fino alla fine della battuta. Le alterazioni scritte subito dopo la chiave, all'inizio di ogni rigo, si chiamano alterazioni in chiave (o armatura) e valgono per tutto il brano: se c'è un diesis sulla riga del Fa, ogni Fa diventa Fa#.
E la chitarra?
La musica per chitarra si scrive in chiave di violino, ma la chitarra suona un'ottava più in basso di come è scritto. Per questo a volte trovi un piccolo 8 sotto la chiave. Non cambia niente nella lettura: leggi le note come le hai imparate qui. Il Mi basso della 6ª corda si scrive molto in basso, sotto tre tagli addizionali; il Mi cantino della 1ª corda sta nell'ultimo spazio in alto.
E l'ukulele?
L'ukulele si scrive in chiave di violino e, a differenza della chitarra, suona proprio come è scritto. Le quattro corde a vuoto stanno dentro il pentagramma o appena sotto: il Do della 3ª corda è il Do centrale sul taglio addizionale, il La della 1ª corda è nel secondo spazio.
E il pianoforte?
Il pianoforte usa due pentagrammi uniti da una graffa: quello in alto, in chiave di violino, di solito è per la mano destra; quello in basso, in chiave di basso, per la mano sinistra. La chiave di basso ha una lezione tutta sua, subito dopo questa.
Mettiti alla prova
Scegli il nome giusto. Dopo ogni risposta arriva una nota nuova.
Vuoi allenarti ancora? Nella pagina Passatempi trovi il gioco «Note in chiave di violino», con dieci domande e il punteggio.
Torna all'indice ↑Lezione 7
Il ritmo: durata delle note e battute
Il pentagramma dice quale nota suonare; la forma della nota dice quanto a lungo. Le durate si misurano in movimenti, cioè i battiti regolari che conti mentre suoni (quelli che segui battendo il piede).
Le figure
Ogni figura vale la metà della precedente: una semibreve dura quanto due minime, una minima quanto due semiminime, e così via.
Le pause
Anche il silenzio si scrive. Ogni figura ha la sua pausa con la stessa durata: pausa di semibreve, di minima, di semiminima e così via. Quando la incontri, non suoni ma continui a contare.
Punto e legatura
- Il punto di valore, messo a destra della nota, aggiunge metà della sua durata: una minima col punto dura 3 movimenti.
- La legatura di valore è un archetto che unisce due note uguali: si suona la prima e la si tiene per la durata di entrambe.
Battute e tempo
La musica è divisa in battute (o misure) da stanghette verticali. All'inizio del brano, dopo la chiave, trovi due numeri uno sopra l'altro: è l'indicazione di tempo.
- 4/4: quattro movimenti da semiminima per battuta. È il tempo di gran parte delle canzoni pop e rock. Si conta «1, 2, 3, 4» con l'accento sull'1.
- 3/4: tre movimenti per battuta, il tempo del valzer. Si conta «1, 2, 3».
- 2/4: due movimenti, tipico delle marce.
- 6/8: sei crome per battuta, raggruppate in due gruppi da tre. Si sente «uno-due-tre, quattro-cinque-sei», con un andamento dondolante.
La velocità: i BPM
La velocità si misura in BPM, battiti al minuto: 60 BPM è un battito al secondo, 120 BPM due al secondo. Il metronomo scandisce i battiti e ti aiuta a restare a tempo. Prova qui: l'accento cade sul primo movimento di ogni battuta.
Quando studi un passaggio difficile, parti lento col metronomo (per esempio 60 BPM) e alzalo di 5 alla volta solo quando ti viene pulito tre volte di fila.
Lezione 8
Le note sulla chitarra
Ora colleghiamo le note al manico. La cosa più utile da imparare subito sono le note naturali della prima posizione, cioè dal capotasto al 3° tasto: sono quelle che userai negli accordi aperti e nelle prime melodie.
Come trovare qualsiasi nota
- Parti dalla nota della corda a vuoto.
- Ogni tasto sale di un semitono: Mi, Fa, Fa#, Sol, Sol#, La…
- Ricorda che tra Mi e Fa e tra Si e Do c'è un solo tasto di distanza, tra le altre note naturali due.
- Al 12° tasto ritrovi la nota della corda a vuoto, un'ottava più in alto: da lì in poi lo schema si ripete.
Esercizio da 5 minuti: scegli una nota, per esempio il Sol, e cercala su tutte e sei le corde. Il giorno dopo cambia nota.
Lezione 9
Come leggere le tablature (TAB)
Cos'è una TAB?
La tablatura è un modo di scrivere musica per chitarra con numeri e lettere al posto del pentagramma. È perfetta per condividere brani su internet, ma a volte i simboli non corrispondono esattamente: ascoltare il pezzo resta fondamentale.
Una TAB ti dice quale nota suonare, su quale corda e su quale tasto. Indica anche l'accordatura (MI-LA-RE-SOL-SI-MI se non specificato) ed eventuali capotasti.
Cosa una TAB non dice: di solito non indica la durata delle note, quindi il ritmo lo ricavi ascoltando il brano, né quali dita usare con la mano destra e con la sinistra.
Come è fatta
La TAB ha sei linee, una per corda. In alto c'è il MI cantino (e), la corda più acuta; in basso il MI basso (E), la più grave. Si scrive con un carattere a spaziatura fissa, così i numeri restano allineati.
I numeri sulle linee indicano il tasto da premere. Lo 0 vuol dire corda a vuoto.
Esempio 1: lo schema vuoto
e|-----------------| B|-----------------| G|-----------------| D|-----------------| A|-----------------| E|-----------------|
Esempio 2: note una dopo l'altra (MI, FA, FA#, SOL, SOL#, LA)
e|-----------------| B|-----------------| G|-----------------| D|-----------------| A|-----------------| E|-0-1-2-3-4-5-----|
Esempio 3: un accordo (SOL maggiore)
Quando più note si suonano insieme, i numeri stanno uno sopra l'altro.
e|-3---------------| B|-0---------------| G|-0---------------| D|-0---------------| A|-2---------------| E|-3---------------|
Esempio 4: arpeggio
Se le note dell'accordo si suonano una alla volta, i numeri sono sfalsati: più spazio c'è tra una nota e l'altra, più sono separate nel tempo.
e|-------------3---| B|-----------0-----| G|---------0-------| D|-------0---------| A|-----2-----------| E|---3-------------|Torna all'indice ↑
Lezione 10
Simboli e tecniche
I simboli più comuni
hHammer-on (legatura ascendente)pPull-off (legatura discendente)b ^Bend (tirare la corda)rRelease (rilascio del bend)/Slide verso l'alto\Slide verso il bassov ~VibratoHammer-on e pull-off (legature)
L'hammer-on collega due note: suoni la prima e poi premi con decisione la seconda con un altro dito della mano sinistra, senza pennare di nuovo. Il suono è legato e la seconda nota più morbida.
Il pull-off è l'opposto: suoni la nota più alta e poi "strappi" la corda con il dito che la preme, facendo suonare la nota sotto, già premuta, senza pennare di nuovo.
e|-----------------| B|-----------------| G|-5h7---7p5-------| D|-----------------| A|-----------------| E|-----------------|
Bend e release
Il bend consiste nel tirare la corda di lato per aumentarne la tensione e alzare la nota di uno, due o più semitoni. Usa anche le dita precedenti come appoggio, per avere più forza e precisione.
Il release è il rilascio della corda tirata, che riporta la nota a quella di partenza.
Slide e vibrato
Lo slide porta da una nota all'altra sulla stessa corda facendo scivolare il dito: si sentono anche i tasti intermedi. A volte si usa la lettera "s" per entrambe le direzioni.
Il vibrato è un movimento di dito e polso che fa oscillare leggermente l'intonazione della nota. C'è il vibrato classico, con movimento orizzontale, e quello rock, con movimento verticale.
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Leggere i diagrammi degli accordi
Il diagramma è una fotografia del manico vista di fronte, con la chitarra in piedi. È il modo più veloce per imparare un accordo.
- Le linee verticali sono le corde: a sinistra il Mi basso (6ª), a destra il Mi cantino (1ª).
- Le linee orizzontali sono i tasti. La riga spessa in alto è il capotasto.
- I pallini dicono dove premere; il numero dentro è il dito da usare (1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo).
- O sopra una corda: si suona a vuoto. ×: quella corda non si suona.
- Una barra che attraversa più corde è un barré: l'indice preme tutte quelle corde insieme.
- Se accanto al diagramma c'è scritto 3fr, la prima riga non è il capotasto ma il 3° tasto.
Quello qui sopra è il Do maggiore (C): anulare sulla 5ª corda al 3° tasto, medio sulla 4ª al 2°, indice sulla 2ª al 1°. La 6ª corda non si suona.
Nelle canzoni del blog puoi passare il mouse (o toccare) sopra un accordo per vedere il suo diagramma e ascoltarlo. Il dizionario degli accordi li raccoglie tutti.
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I primi otto accordi
Con questi otto accordi aperti (cioè con corde a vuoto) puoi suonare centinaia di canzoni. Sono in ordine di difficoltà: impara i primi due, poi aggiungine uno alla volta.
Come esercitarsi
- Metti le dita, suona una corda alla volta e controlla che ogni nota suoni pulita. Se una corda è muta, un dito la sta toccando: arcualo di più.
- Scegli due accordi (per esempio Em e Am) e passa dall'uno all'altro per un minuto, lentamente. Guarda quali dita restano ferme o si muovono poco: sono i tuoi punti di appoggio.
- Quando il cambio è sicuro, fallo a tempo: quattro pennate per accordo con il metronomo a 60 BPM.
Il Fa (F) è il primo accordo con il barré e fa paura a tutti. Aspetta di essere sicuro con questi otto, poi affrontalo con calma: all'inizio va benissimo la versione semplificata sulle prime quattro corde.
Lezione 13
I ritmi di pennata
Con la mano destra dai il ritmo alla canzone. Il segreto è uno solo: la mano si muove sempre, giù e su come un pendolo, anche quando non tocca le corde.
- Conta «1 e 2 e 3 e 4 e»: sui numeri la mano scende (↓), sulle «e» sale (↑).
- Per fare una pausa non fermi la mano: la muovi lo stesso, ma senza toccare le corde.
Ecco quattro ritmi da provare, dal più semplice al più usato. Premi Ascolta per sentirli con un accordo di Sol.
Il ritmo 3 (giù, giù-su, su-giù-su) va bene per moltissime canzoni del blog. Se all'inizio è difficile, dillo ad alta voce mentre suoni: «1, 2 e, e 4 e».
Come esercitarsi
- Prima senza accordi: tieni le corde smorzate con la mano sinistra appoggiata e fai solo il movimento della destra. Il suono “ciac” ti fa sentire bene il ritmo.
- Poi su un accordo solo (Em o G), con il metronomo a 60 BPM: un battito = un numero del conteggio.
- Quando il ritmo è regolare per un minuto di fila, aggiungi il cambio tra due accordi, uno per battuta.
- Sali di 5 BPM al giorno. Intorno a 90-100 BPM sei alla velocità della maggior parte delle canzoni.
Quale ritmo per quale canzone
| Se la canzone è… | Prova il ritmo… |
|---|---|
| Ballata lenta, canzone d’amore | il 2 (ballata semplice), oppure un arpeggio |
| Pop e cantautori, tempo medio | il 3, il più usato |
| Canzone che “dondola” (1-2-3) | il 4, valzer in 3/4 |
| Rock, canzone veloce | otto pennate in giù, anche smorzate |
Il ritmo non deve essere identico al disco: deve essere regolare. Un ritmo semplice suonato a tempo vale molto più di uno complicato che si inceppa nei cambi.
1. Cosa fa la mano destra durante una pausa nel ritmo?
2. Con il conteggio «1 e 2 e 3 e 4 e», sulle «e» la mano va…
Lezione 14
Come si costruisce un accordo
Un accordo è un gruppo di almeno tre note suonate insieme. Quello di base si chiama triade ed è fatto da tre note: la fondamentale (che dà il nome all'accordo), la terza e la quinta.
Maggiore e minore
La differenza sta tutta nella terza:
- Maggiore: fondamentale, poi 4 semitoni più su (terza maggiore), poi 3 semitoni più su. Do maggiore = Do, Mi, Sol. Suona aperto e luminoso.
- Minore: fondamentale, poi 3 semitoni (terza minore), poi 4. Do minore = Do, Mib, Sol. Suona più malinconico.
Come si leggono i nomi degli accordi
| Sigla | Si legge | Note (esempio in Do) |
|---|---|---|
| C | Do maggiore | Do Mi Sol |
| Cm | Do minore | Do Mib Sol |
| C7 | Do settima | Do Mi Sol Sib |
| Cmaj7 | Do settima maggiore | Do Mi Sol Si |
| Cm7 | Do minore settima | Do Mib Sol Sib |
| Csus4 | Do sospeso di quarta | Do Fa Sol |
| Csus2 | Do sospeso di seconda | Do Re Sol |
| Cdim | Do diminuito | Do Mib Solb |
| Cadd9 | Do con nona aggiunta | Do Mi Sol Re |
| C/G | Do con Sol al basso | Do Mi Sol, con il Sol come nota più grave |
Sulla chitarra le note di un accordo si ripetono su più corde: il Do aperto che hai imparato suona Do, Mi, Sol, Do, Mi. Le note sono sempre e solo tre, raddoppiate in ottave diverse.
Sull'ukulele le corde sono quattro e le note tre: una si ripete. Il Do (0003) suona Sol, Do, Mi, Do.
Sul pianoforte l'accordo si vede benissimo: per le triadi con i tasti bianchi è «un tasto sì, uno no, uno sì». Do, Mi, Sol sono tre tasti bianchi separati da un tasto.
Torna all'indice ↑Lezione 15
Le scale
Una scala è una sequenza di note che sale per gradi dalla fondamentale fino all'ottava. Le scale sono la base delle melodie, degli assoli e degli accordi.
La scala maggiore
È la scala del «Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do». La sua formula è sempre la stessa: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono (T T S T T T S). Partendo da qualsiasi nota e seguendo la formula ottieni la scala maggiore di quella nota.
Scala di Do maggiore in prima posizione
e|-----------------------| B|-----------------0-1---| G|-----------0-2---------| D|-----0-2-3-------------| A|-3---------------------| E|-----------------------|
La scala minore naturale
Formula: T S T T S T T. La minore usa le stesse note di Do maggiore, ma parte dal La: La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La. Per questo La minore si chiama la relativa minore di Do maggiore.
La pentatonica minore
È una scala di cinque note, la più usata negli assoli rock, blues e pop, perché suona bene quasi su tutto. Ecco la pentatonica di La minore: La, Do, Re, Mi, Sol. Sulla chitarra si suona al 5° tasto, con una «scatola»: indice (5° tasto) e anulare o mignolo (7° e 8°).
e|-------------------------5-8-| B|---------------------5-8-----| G|-----------------5-7---------| D|-----------5-7---------------| A|-------5-7-------------------| E|-5-8-------------------------|
Suona la pentatonica su e giù con il metronomo, pennata alternata (giù-su). Quando la sai a memoria, prova a improvvisare sopra una canzone in La minore.
Lezione 16
Tonalità e giri armonici
La tonalità di una canzone è la sua «casa»: la nota e l'accordo su cui tutto sembra fermarsi e riposare. Nelle canzoni del blog la trovi scritta in alto, accanto agli strumenti.
Gli accordi di una tonalità
Su ogni nota della scala maggiore si costruisce un accordo usando solo le note della scala. Gli accordi si indicano con i numeri romani, i gradi. In Do maggiore:
| Grado | I | II | III | IV | V | VI | VII |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipo | magg. | min. | min. | magg. | magg. | min. | dim. |
| In Do | C | Dm | Em | F | G | Am | B° |
I tre accordi più importanti sono il I, il IV e il V: con loro puoi accompagnare migliaia di canzoni.
Il giro armonico
Il «giro» più famoso della musica italiana è I, VI, IV, V: in Do è C, Am, F, G. Molto usato anche nel pop di oggi è lo stesso giro in un altro ordine, I, V, VI, IV: C, G, Am, F.
Lo stesso giro nelle tonalità più usate
| Tonalità | I | VI | IV | V |
|---|---|---|---|---|
| Do | C | Am | F | G |
| Sol | G | Em | C | D |
| Re | D | Bm | G | A |
| La | A | F#m | D | E |
| Mi | E | C#m | A | B |
Ogni tonalità maggiore ha una relativa minore con le stesse note, tre semitoni più in basso: Do e La minore, Sol e Mi minore, Re e Si minore.
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Il capotasto mobile e la trasposizione
Il capotasto mobile è una pinza che si stringe sul manico e fa da nuovo capotasto: tutte le corde si accorciano e il suono sale di un semitono per ogni tasto. Tu continui a fare le stesse forme di accordo, ma suonano più in alto.
A cosa serve
- A suonare una canzone nella tonalità originale usando accordi facili.
- A spostare la canzone più in alto per adattarla alla tua voce.
- A cambiare il colore del suono: gli accordi aperti con il capotasto suonano più brillanti.
Che accordo suona?
Conta i semitoni: forma dell'accordo + numero del tasto. Con il capotasto al 2° tasto, la forma di G suona come A, la forma di C come D, la forma di Em come F#m.
| Forma | Capo 1 | Capo 2 | Capo 3 | Capo 4 | Capo 5 |
|---|---|---|---|---|---|
| C | C# | D | Eb | E | F |
| G | Ab | A | Bb | B | C |
| D | Eb | E | F | F# | G |
| Am | Bbm | Bm | Cm | C#m | Dm |
| Em | Fm | F#m | Gm | G#m | Am |
Trasporre una canzone
Trasporre vuol dire spostare tutti gli accordi di una canzone dello stesso numero di semitoni, per suonarla più in alto o più in basso. La sequenza da seguire è quella delle 12 note: C, C#, D, Eb, E, F, F#, G, Ab, A, Bb, B, e poi di nuovo C.
Non devi farlo a mano: in ogni canzone del blog trovi i pulsanti per cambiare tonalità e per il capotasto, che riscrivono gli accordi per te.
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Glossario
Le parole della musica che incontri più spesso, in ordine alfabetico.
- Accordatura rientrante
- Quella dell’ukulele: la 4ª corda (Sol) è più acuta della 3ª.
- Accordo
- Tre o più note suonate insieme.
- Alterazioni in chiave
- Diesis o bemolli scritti dopo la chiave, validi per tutto il brano.
- Arpeggio
- Le note di un accordo suonate una alla volta.
- Barré
- L’indice preme più corde sullo stesso tasto.
- Battuta
- Porzione di musica tra due stanghette, con un numero fisso di movimenti.
- Bemolle (b)
- Abbassa una nota di un semitono.
- BPM
- Battiti al minuto: la velocità del brano.
- Capotasto
- La barretta in cima alla tastiera; «mobile» è la pinza che si sposta sul manico.
- Chiave di basso
- Chiave usata per le note gravi, per esempio dalla mano sinistra del pianoforte.
- Diesis (#)
- Alza una nota di un semitono.
- Fondamentale
- La nota che dà il nome all’accordo o alla scala.
- Intervallo
- La distanza tra due note.
- Metronomo
- Strumento che scandisce i battiti a velocità regolare.
- Ottava
- Distanza tra una nota e la stessa nota più in alto o più in basso: 12 semitoni.
- Pedale di risonanza
- Il pedale destro del pianoforte: lascia suonare le note dopo aver alzato le dita.
- Pentagramma
- Le cinque righe su cui si scrivono le note.
- Plettro
- La piccola lamina con cui si pizzicano le corde.
- Relativa minore
- La tonalità minore con le stesse note di una maggiore.
- Rivolto
- Accordo con le stesse note ma in un ordine diverso, con un’altra nota in basso.
- Scala
- Sequenza di note che sale per gradi fino all’ottava.
- Semitono
- La distanza più piccola tra due note: un tasto di chitarra o ukulele, due tasti vicini sul pianoforte.
- Tablatura (TAB)
- Scrittura per chitarra con i numeri dei tasti sulle corde.
- Tonalità
- La nota e l’accordo «casa» di un brano.
- Tono
- Due semitoni.
- Triade
- Accordo di tre note: fondamentale, terza e quinta.
Lezione 1
L'ukulele e le sue parti
L'ukulele è una piccola chitarra con quattro corde di nylon. Si impara in fretta: con tre o quattro accordi si accompagnano già tante canzoni.
- Buca: il foro da cui esce il suono.
- Ponte: dove sono fissate le corde, sulla tavola.
- Cassa: il corpo cavo che amplifica la vibrazione.
- Tastiera e tasti: dove premi le corde. Anche qui ogni tasto alza il suono di un semitono.
- Capotasto: la barretta in cima alla tastiera.
- Paletta e meccaniche: servono ad accordare.
I quattro tipi di ukulele
- Soprano: il più piccolo e il più diffuso, con il suono tipico, brillante e leggero.
- Concerto: un po' più grande, con i tasti meno stretti. È una buona scelta se hai le mani grandi.
- Tenore: più grande ancora, con un suono più pieno.
- Baritono: il più grande, accordato come le quattro corde acute della chitarra (Re, Sol, Si, Mi). Gli accordi di questa guida non valgono per lui.
Soprano, concerto e tenore si accordano allo stesso modo e usano gli stessi accordi.
Torna all'indice ↑Lezione 2
Come tenere l'ukulele e come suonarlo
- Appoggia l'ukulele contro il petto, tenendolo con l'avambraccio destro. Puoi suonare seduto o in piedi.
- Il manico sale leggermente verso sinistra. La mano sinistra lo sostiene senza stringere: il pollice sta dietro al manico.
- Le dita della mano sinistra sono arcuate e premono con la punta, subito dietro al tasto metallico. Anche qui si numerano: 1 indice, 2 medio, 3 anulare, 4 mignolo.
- La mano destra di solito non usa il plettro: si suona con l'indice, scendendo con l'unghia e risalendo con il polpastrello. Il punto giusto è dove il manico incontra la cassa, non sopra la buca.
Il suono più bello viene dal polso rilassato: pensa a scuotere una goccia d’acqua dalla mano, non a colpire le corde.
Lezione 3
Come accordare l'ukulele
L'accordatura standard è Sol, Do, Mi, La (G, C, E, A), dalla 4ª corda (quella più vicina al viso) alla 1ª.
Curiosità: la 4ª corda, il Sol, è più acuta della 3ª, il Do. Si chiama accordatura rientrante ed è il segreto del suono allegro dell'ukulele.
Accordatore a orecchio. Tocca una corda per sentire la nota giusta e regola la meccanica finché il tuo ukulele suona uguale.
Il metodo relativo
Se hai solo una nota di riferimento (per esempio il La del diapason), accorda la 1ª corda e poi le altre una dall'altra:
- 1ª corda (La): regolala sul La di riferimento.
- 2ª corda (Mi): premila al 5° tasto, ottieni un La. Confrontalo con la 1ª a vuoto e regola la 2ª.
- 3ª corda (Do): premila al 4° tasto, ottieni un Mi. Confrontalo con la 2ª a vuoto e regola la 3ª.
- 4ª corda (Sol): premila al 2° tasto, ottieni un La. Confrontalo con la 1ª a vuoto e regola la 4ª.
Per la massima precisione usa l'accordatore online del blog: ha anche la modalità per ukulele.
Torna all'indice ↑Lezione 4
Le note sull'ukulele
Ecco le note naturali della prima posizione, dal capotasto al 3° tasto. In alto la 1ª corda (La), in basso la 4ª (Sol), come la vedi guardando lo strumento dall'alto.
Con le corde di Do, Mi e La hai già tutta la scala di Do: Do, Re (3ª corda), Mi, Fa, Sol (2ª corda), La, Si, Do (1ª corda).
Al 12° tasto ogni corda ripete la sua nota a vuoto, un’ottava più in alto.
Lezione 5
Le TAB per ukulele
La tablatura per ukulele funziona come quella per chitarra, ma ha quattro righe: in alto la 1ª corda (A, La), in basso la 4ª (G, Sol). I numeri indicano il tasto da premere, lo 0 la corda a vuoto.
La scala di Do maggiore
A|-----------------0-2-3-| E|-------0-1-3-------------| C|-0-2-------------------| G|-------------------------|
Un accordo: Do maggiore (C)
Come per la chitarra, se i numeri sono in colonna le note si suonano insieme.
A|-3---| E|-0---| C|-0---| G|-0---|
I simboli per legature, slide e bend sono gli stessi della chitarra: h, p, /, \, b.
Torna all'indice ↑Lezione 6
Leggere i diagrammi per ukulele
- Le quattro linee verticali sono le corde: da sinistra Sol (4ª), Do, Mi, La (1ª).
- Le linee orizzontali sono i tasti, quella spessa in alto è il capotasto.
- I pallini dicono dove premere, il numero è il dito.
- O sopra una corda: si suona a vuoto. Sull'ukulele di solito si suonano sempre tutte e quattro le corde.
Spesso gli accordi per ukulele si scrivono anche con quattro cifre, una per corda da Sol a La: il Fa qui sopra è 2010, il Do è 0003. Nel dizionario degli accordi puoi scegliere l'ukulele e trovarli tutti.
Torna all'indice ↑Lezione 7
I primi nove accordi
Con i primi quattro, C, Am, F e G, suoni già il giro più famoso della musica pop. Gli altri arrivano uno alla volta.
Il Do si fa con un dito solo: è il primo accordo da imparare. Passa dal Do al La minore e ritorno per un minuto: è il cambio più facile che esista.
Come esercitarsi
- Metti le dita e pizzica una corda alla volta: ognuna deve suonare pulita. Se una è muta, un dito la tocca: arcualo di più.
- Allena le coppie nell’ordine: C-Am, Am-F, F-G, G-C. Un minuto per coppia, contando i cambi.
- Poi il giro intero C, Am, F, G con quattro pennate per accordo, a 60 BPM.
1. Quale accordo si fa con un dito solo?
Lezione 8
I ritmi di pennata per ukulele
Vale la stessa regola della chitarra: la mano si muove sempre, giù sui numeri e su sulle «e». Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e salta solo le pennate segnate con il puntino.
Come si suona
- All’ukulele non serve il plettro: in giù si colpiscono le corde con l’unghia dell’indice, in su con il polpastrello.
- Il movimento parte dal polso, come quando scuoti l’acqua dalla mano, non dal gomito.
- Suona sopra la fine del manico (dove si attacca al corpo), non sopra la buca: il suono è più dolce.
Come esercitarsi
- Corde smorzate con la sinistra, solo movimento della destra, contando ad alta voce.
- Poi sull’accordo di Do, con il metronomo a 60 BPM.
- Infine sul giro C, Am, F, G, un accordo per battuta. Sali di 5 BPM al giorno fino a 90-100.
1. Con cosa si colpiscono le corde in giù all’ukulele?
Lezione 1
Conoscere la tastiera
Sulla tastiera i tasti bianchi sono le note naturali (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si), i tasti neri sono i diesis e i bemolli. Il disegno si ripete uguale per tutta la tastiera, ogni 12 tasti: è un'ottava.
Come orientarsi
I tasti neri sono a gruppi di due e di tre. È tutto quello che serve per trovare qualsiasi nota:
- Il Do è il tasto bianco subito a sinistra del gruppo di due neri.
- Il Fa è il tasto bianco subito a sinistra del gruppo di tre neri.
- Da lì sali in ordine: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, e poi di nuovo Do.
Il Do centrale
Il pianoforte classico ha 88 tasti (52 bianchi e 36 neri). Il Do centrale è il Do più vicino al centro, di solito proprio davanti al marchio del pianoforte: è il punto di riferimento per leggere le note. Le tastiere digitali più comuni hanno 61 o 76 tasti: il Do centrale è comunque quello più vicino al centro.
Torna all'indice ↑Lezione 2
Postura e numeri delle dita
- Siediti al centro della tastiera, all'altezza del Do centrale, con la schiena dritta e i piedi appoggiati a terra.
- L'altezza giusta: gli avambracci sono paralleli al pavimento e i gomiti poco sopra i tasti.
- Le dita sono curve, come se tenessi una pallina nel palmo, e suonano con il polpastrello.
I numeri delle dita
Negli spartiti per pianoforte le dita hanno un numero, uguale per le due mani: 1 pollice, 2 indice, 3 medio, 4 anulare, 5 mignolo. Quando sopra una nota trovi un numero, ti dice quale dito usare.
La posizione di Do
- Mano destra: pollice (1) sul Do centrale, poi un dito per tasto fino al mignolo sul Sol (Do, Re, Mi, Fa, Sol).
- Mano sinistra: mignolo (5) sul Do un'ottava più in basso, pollice sul Sol.
Suona lentamente le cinque note su e giù, prima con una mano e poi con l’altra, controllando che ogni dito resti curvo.
Lezione 3
La chiave di basso
Nella musica per pianoforte la mano sinistra legge quasi sempre un pentagramma con la chiave di basso, detta anche chiave di Fa.Per le note gravi si usa la chiave di basso, detta anche chiave di Fa. I suoi due puntini stanno sopra e sotto la quarta riga: quella riga è il Fa sotto il Do centrale.
Le note sulle righe
Dal basso verso l'alto: Sol, Si, Re, Fa, La.
Le note negli spazi
Dal basso verso l'alto: La, Do, Mi, Sol.
Trucco: nella stessa posizione, in chiave di basso la nota ha il nome di due note più avanti rispetto alla chiave di violino. La prima riga è Mi in violino e Sol in basso; il primo spazio è Fa in violino e La in basso.
Il ponte tra i due pentagrammi
Il Do centrale sta su un taglio addizionale: sotto il pentagramma di violino e sopra quello di basso. È la stessa nota, lo stesso tasto: cambia solo il pentagramma su cui è scritto.
Mettiti alla prova
Scegli il nome giusto. Dopo ogni risposta arriva una nota nuova.
Per allenarti ancora c'è il gioco «Note in chiave di basso» nella pagina Passatempi.
Torna all'indice ↑Lezione 4
I primi accordi sulla tastiera
Un accordo di tre note (triade) si trova così: parti dalla nota che dà il nome all'accordo e aggiungi una nota sì e una no. Per il Do: Do (salti il Re) Mi (salti il Fa) Sol.
- Mano destra: dita 1, 3, 5 (pollice, medio, mignolo).
- Mano sinistra: dita 5, 3, 1 (mignolo, medio, pollice), con il mignolo sulla nota più bassa.
- Maggiore o minore? Conta i semitoni tra la prima e la seconda nota: 4 = maggiore, 3 = minore.
Questi sei accordi usano solo tasti bianchi: sono tutti gli accordi maggiori e minori della tonalità di Do.
Come esercitarsi
- Suona ogni accordo con la destra (dita 1-3-5), stacca la mano, rimettila. Le tre note devono partire insieme.
- Poi passa da un accordo all’altro salendo: C, Dm, Em, F, G, Am. La forma della mano non cambia, si sposta solo di un tasto bianco.
- Ripeti con la sinistra, un’ottava sotto.
1. Quante note ci sono in una triade?
2. Dm è maggiore o minore?
Lezione 5
I rivolti: cambiare accordo senza saltare
Le tre note di un accordo si possono suonare in ordine diverso: si chiamano rivolti. L'accordo resta lo stesso, cambia solo quale nota sta in basso.
| Do maggiore | Note dal basso |
|---|---|
| Posizione fondamentale | Do, Mi, Sol |
| 1° rivolto | Mi, Sol, Do |
| 2° rivolto | Sol, Do, Mi |
A cosa servono
Con i rivolti la mano si sposta pochissimo da un accordo all'altro. Prova questo giro con la mano destra, senza muovere il pollice dal Do e dal Si:
- C: Do, Mi, Sol
- F (2° rivolto): Do, Fa, La
- G (1° rivolto): Si, Re, Sol
- C: Do, Mi, Sol
Lezione 6
La scala di Do e il passaggio del pollice
Le dita sono cinque e le note della scala otto: per suonarla tutta di seguito si usa il passaggio del pollice.
Mano destra, salendo
| Nota | Do | Re | Mi | Fa | Sol | La | Si | Do |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dito | 1 | 2 | 3 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
Dopo il Mi il pollice passa sotto le altre dita e va sul Fa. Scendendo si fa il contrario: dopo il Fa il medio (3) scavalca il pollice e va sul Mi.
Mano sinistra, salendo
| Nota | Do | Re | Mi | Fa | Sol | La | Si | Do |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dito | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | 3 | 2 | 1 |
Qui è il medio che scavalca il pollice, dal Sol al La.
Il passaggio del pollice deve essere morbido: il polso resta fermo e il pollice si prepara sotto la mano già mentre suoni il Re.
Lezione 7
Accompagnare una canzone
Il modo più semplice per accompagnare una canzone del blog con la tastiera:
- La mano sinistra suona solo la nota che dà il nome all'accordo, un'ottava sotto il Do centrale (per Am suoni un La).
- La mano destra suona l'accordo, usando i rivolti per muoversi poco.
- Suona l'accordo all'inizio di ogni battuta e contalo fino a quattro. Quando sei sicuro, ripeti l'accordo su ogni movimento.
Il giro C, Am, F, G
| Accordo | Mano sinistra | Mano destra |
|---|---|---|
| C | Do | Do, Mi, Sol |
| Am | La | Do, Mi, La |
| F | Fa | Do, Fa, La |
| G | Sol | Si, Re, Sol |
Guarda la tonalità in alto nella pagina della canzone: con il pulsante per cambiare tonalità puoi portarla in Do e usare solo i tasti bianchi.
Lezione 8
Il pedale di risonanza
Il pedale di destra, detto di risonanza o «del forte», lascia suonare le note anche dopo che hai alzato le dita. Rende il suono più pieno e legato.
- Premilo con il piede destro, tenendo il tallone appoggiato a terra.
- Cambialo a ogni accordo: suona il nuovo accordo, poi alza il pedale e riabbassalo subito. Se lo tieni giù troppo a lungo, gli accordi si mescolano in un rimbombo confuso.
- Sulle tastiere digitali serve un pedale da collegare (sustain): costa poco e cambia molto il suono.
All’inizio studia senza pedale: ti costringe a legare le note con le dita. Aggiungilo quando il brano ti viene già pulito.
Lezione
Il barrè: F, Bm e gli accordi mobili
Il barrè è lo scoglio di ogni chitarrista: l’indice preme più corde insieme, come un capotasto. Fa paura a tutti, ma si impara con la tecnica giusta e un po’ di pazienza. E quando lo sai fare, puoi suonare qualsiasi accordo.
La tecnica
- L’indice è dritto e appoggia con il lato rivolto verso la paletta, non con il polpastrello piatto: il lato è più duro e preme meglio.
- Mettilo vicinissimo alla barretta del tasto, non al centro: serve molta meno forza.
- Il pollice sta dietro il manico, più o meno all’altezza del medio. Non stringere come una morsa: la forza viene anche dal peso del braccio, che “tira” leggermente indietro.
- Le corde che non suonano di solito sono quelle che cadono nelle pieghe tra le falangi: sposta l’indice di pochi millimetri su o giù finché non le trovi pulite.
Passo 1: il Fa semplificato
Prima di tutto il Fa sulle sole prime quattro corde: l’indice preme solo Si e Mi cantino. È un mini barrè, perfetto per allenare la mano.
Passo 2: il barrè completo
- Metti solo l’indice su tutte e sei le corde al 1° tasto e suona una corda alla volta. Quando almeno quattro suonano pulite, vai avanti.
- Aggiungi le altre dita: è la forma del Mi maggiore (E) suonata con medio, anulare e mignolo, spostata di un tasto.
- Tieni l’accordo per 10 secondi, rilassa la mano per 10 secondi, ripeti cinque volte. Non di più: il barrè affatica, e la mano deve rinforzarsi un po’ alla volta.
- Infine il cambio: C → F → C → F, quattro pennate per accordo, lentamente.
Gli accordi mobili
Il bello del barrè è che la stessa forma si sposta lungo il manico. La nota sotto l’indice, sulla corda più bassa, dà il nome all’accordo.
| Forma | 1° tasto | 3° | 5° | 7° | 8° |
|---|---|---|---|---|---|
| Forma di Mi (E): fondamentale sulla 6ª corda | F | G | A | B | C |
| Forma di Mi minore (Em) | Fm | Gm | Am | Bm | Cm |
| Forma di La (A): fondamentale sulla 5ª corda | Bb | C | D | E | F |
| Forma di La minore (Am) | Bbm | Cm | Dm | Em | Fm |
Esempio: la forma di Mi al 3° tasto è un Sol (G), la forma di La minore al 2° tasto è un Si minore (Bm).
Il fratello facile: il power chord
Nel rock si usa una versione con sole due o tre note: fondamentale e quinta (più l’ottava, nella versione a tre note) (si scrive con il 5, per esempio G5). Indice sulla 6ª corda, anulare e mignolo due tasti più su sulle corde 5 e 4. Si sposta come il barrè ed è un ottimo allenamento per arrivarci.
Ci vogliono di solito due o tre settimane di pochi minuti al giorno perché il barrè suoni pulito. Se fa male il polso o la mano, fermati: stai stringendo troppo. Fai abbassare l’action della chitarra (lo fa qualsiasi negozio di strumenti): con le corde più basse il barrè diventa molto più facile.
1. Con quale parte dell’indice si fa il barrè?
2. La forma di Mi con il barrè al 5° tasto che accordo è?
3. Dove va messo l’indice per fare meno fatica?
Lezione
Accordi di settima, sus e add
Nelle canzoni del blog trovi spesso sigle come A7, Em7, Cmaj7 o Dsus4. Sono accordi “colorati”: hanno una nota in più o una nota spostata rispetto alla triade. Molti sono più facili del barrè, e alcuni più facili perfino dell’accordo normale.
Cosa vogliono dire le sigle
| Sigla | Che suono ha | Esempi |
|---|---|---|
| 7 | accordo di settima (di dominante): suono “in sospeso”, vuole andare avanti | A7, E7, D7, B7, G7 |
| m7 | minore con settima: morbido, malinconico | Am7, Em7, Dm7 |
| maj7 | settima maggiore: sognante, raffinato | Cmaj7, Fmaj7 |
| sus4 / sus2 | la terza è sostituita dalla quarta o dalla seconda: né maggiore né minore | Dsus4, Asus2 |
| add9 | accordo normale con una nota in più (la nona) | Cadd9 |
Le settime
L’accordo di settima porta quasi sempre all’accordo una quinta sotto: E7 → Am, A7 → D, D7 → G, G7 → C, B7 → Em. Quando lo vedi in una canzone, sai già dove sta andando.
Minori settima e settime maggiori
Cmaj7 è un Do senza l’indice; Fmaj7 è il modo più facile di suonare un Fa, senza barrè. Molti chitarristi lo usano al posto del Fa nelle canzoni lente.
Sospesi e add
Il trucco più usato nel pop: suonare D → Dsus4 → D o A → Asus2 → A dentro la stessa battuta, alzando e abbassando un dito. Rende vivo anche un solo accordo.
Regola d’oro: se trovi una sigla che non conosci, suona l’accordo base. Al posto di Am7 suona Am, al posto di Dsus4 suona D, al posto di Cadd9 suona C. Non sarà identico al disco, ma funziona.
1. Dopo un E7, quale accordo arriva di solito?
2. Qual è il modo più facile di suonare un Fa senza barrè?
3. Trovi Gsus4 in una canzone ma non lo conosci: cosa suoni?
Lezione
Arpeggi e fingerpicking
In moltissime canzoni italiane la chitarra non “strimpella”: suona le note dell’accordo una alla volta. È l’arpeggio, e si può fare con le dita (fingerpicking) o con il plettro. La mano sinistra fa gli stessi accordi di sempre: cambia solo la destra.
I nomi delle dita della mano destra
| Lettera | Dito | Suona |
|---|---|---|
| P | pollice | le corde basse: 6ª, 5ª e 4ª |
| I | indice | 3ª corda (Sol) |
| M | medio | 2ª corda (Si) |
| A | anulare | 1ª corda (Mi cantino) |
Il pollice suona sempre la fondamentale dell’accordo: 5ª corda per C, Am e A; 6ª per G, E ed Em; 4ª per D, Dm e il Fa semplificato.
Schema 1: P-I-M-A-M-I-M-I (4/4)
Il più usato nelle ballate. Otto note per battuta, a velocità costante, contando «1 e 2 e 3 e 4 e».
C Am e|-------0---------|-------0---------| B|-----1---1---1---|-----1---1---1---| G|---0-------0---0-|---2-------2---2-| D|-----------------|-----------------| A|-3---------------|-0---------------| E|-----------------|-----------------| P I M A M I M I P I M A M I M I
Schema 2: P-I-M-A-M-I (3/4 e 6/8)
Sei note per battuta: è l’arpeggio dei valzer e delle ballate in 6/8, uno dei suoni più tipici della canzone d’autore.
Am Em e|-------0-----|-------0-----| B|-----1---1---|-----0---0---| G|---2-------2-|---0-------0-| D|-------------|-------------| A|-0-----------|-------------| E|-------------|-0-----------| P I M A M I P I M A M I
Schema 3: il basso alternato
Il pollice si muove tra due corde basse (fondamentale e un’altra nota dell’accordo) mentre indice e medio suonano in mezzo. È lo stile di tanta musica folk e cantautorale: sembra di sentire due chitarre.
C G e|-----------------|-----------------| B|-------1-------1-|-------0-------0-| G|---0-------0-----|---0-------0-----| D|-----2-------2---|-----0-------0---| A|-3-------3-------|-----------------| E|-----------------|-3-------3-------| P I P M P I P M P I P M P I P M
Come esercitarsi
- Appoggia la mano destra con il polso morbido, le dita sopra le “loro” corde. Il pollice è un po’ più avanti delle altre dita, verso il manico.
- Suona lo schema 1 su un accordo solo, lentissimo, finché non devi più pensare all’ordine delle dita.
- Aggiungi il cambio di accordo: la mano destra non si ferma mai, anche se all’inizio la sinistra arriva in ritardo.
- Metronomo a 60 BPM, due note per battito. Sali di 5 BPM solo quando è regolare.
Con il plettro funziona allo stesso modo: pizzichi le corde in quell’ordine invece di pennarle tutte insieme. Se una canzone del blog ti sembra “troppo vuota” suonata in pennata, prova ad arpeggiarla.
1. Cosa suona il pollice in un arpeggio?
2. Quale schema va bene per una canzone in 3/4?
Lezione
Ritmi avanzati: stoppate, palm muting, 6/8 e shuffle
Con i ritmi della lezione sulla pennata accompagni quasi tutto. Questi aggiungono il “groove”: è la differenza tra una canzone strimpellata e una che fa battere il piede.
La stoppata (chuck)
Mentre la mano destra colpisce le corde, il palmo (o il lato della mano) le blocca subito: esce un colpo secco, quasi di batteria, segnato con ×. Si mette di solito sul 2 e sul 4, dove nella batteria c’è il rullante.
Il palm muting
Appoggia il lato del palmo della mano destra sulle corde, proprio sopra il ponticello: le corde suonano “ovattate”, corte e potenti. Con pennate tutte in giù, è il suono del rock e del pop-punk.
Il 6/8
Si conta «1 2 3 4 5 6», con gli accenti sull’1 e sul 4: è il dondolio delle ballate lente e di molte canzoni d’amore italiane.
Lo shuffle
Le pennate in su arrivano un po’ in ritardo: invece di «1 e 2 e» il ritmo diventa «1 – e, 2 – e», zoppicante. È il ritmo del blues, del rock’n’roll e dello swing.
Come capire il ritmo di una canzone
- Ascolta il brano e batti il piede: trova il tempo (1, 2, 3, 4… oppure 1, 2, 3).
- Ascolta la batteria: dove sta il colpo secco (rullante)? Lì metti un accento o una stoppata.
- Parti da un ritmo semplice (il 3 della lezione sulla pennata) e aggiungi o togli pennate finché non “siede” sulla canzone.
- Nelle strofe suona meno (pennate lunghe, arpeggi), nel ritornello di più: la canzone cresce da sola.
Il gioco «Dritto o swing?» nei Passatempi ti allena a riconoscere lo shuffle; «Che tempo è?» a distinguere 4/4, 3/4 e 6/8.
1. Dove si mette di solito la stoppata in 4/4?
2. Come si conta il 6/8?
3. Per il palm muting dove appoggi il palmo?
Lezione
Problemi comuni e come risolverli
Tutti, all’inizio, incontrano gli stessi ostacoli. Non sono segno che “non sei portato”: hanno quasi sempre una causa precisa e una soluzione semplice.
| Problema | Perché succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Una corda ronza (frrr) | Il dito è troppo lontano dalla barretta o preme poco. | Avvicina il dito alla barretta del tasto (dal lato del corpo). Non serve più forza: serve il punto giusto. |
| Una corda è muta (tic) | Un altro dito la sta toccando. | Arcua di più le dita, come un ponte, e usa la punta. Tieni le unghie della mano sinistra corte. |
| Fanno male i polpastrelli | È normale: la pelle si deve indurire. | Studia poco e spesso (15 minuti due volte al giorno). In 2-3 settimane si formano i calli e il dolore passa. |
| I cambi di accordo sono lenti | Le dita si staccano e ripartono da zero. | Cerca le dita “guida” che restano ferme o scivolano sulla stessa corda (in Am → C l’indice e il medio non si muovono). Fai l’esercizio del minuto qui sotto. |
| La mano destra si ferma nei cambi | Aspetta che la sinistra sia pronta. | La destra non si ferma mai: se la sinistra non è pronta, l’ultima pennata prima del cambio suonala a corde vuote. Si sente pochissimo. |
| Dopo un po’ fa male il polso | Polso troppo piegato o mano che stringe. | Alza un po’ la paletta (manico più inclinato verso l’alto), avvicina lo strumento al corpo, rilassa il pollice. Se il dolore resta, fermati per oggi. |
| Lo strumento si scorda di continuo | Corde nuove che si stanno assestando, o vecchie. | Le corde nuove si allungano per qualche giorno: riaccorda spesso. Se sono vecchie (suono spento, ruggine) cambiale: andrebbero cambiate ogni 2-3 mesi. |
L’esercizio del minuto
Il modo più rapido per velocizzare i cambi. Scegli due accordi (per esempio C e G):
- Fai partire un timer di un minuto.
- Passa da un accordo all’altro più volte che puoi, una pennata per accordo, contando i cambi.
- Scrivi il numero. Ripeti ogni giorno con la stessa coppia: in una settimana i cambi di solito raddoppiano.
Coppie da allenare nell’ordine: Em-Am, Am-C, C-G, G-D, D-A, E-Am, C-F, F-G.
Coppie da allenare nell’ordine: C-Am, Am-F, F-G, C-G7, G-Em, F-Bb.
Un piano di studio di 20 minuti
| Tempo | Cosa fare |
|---|---|
| 3 minuti | Riscaldamento: accordatura, qualche nota singola, dita della mano sinistra che premono una alla volta. |
| 5 minuti | Esercizio del minuto su due coppie di accordi. |
| 5 minuti | Ritmo o arpeggio nuovo, con il metronomo, su un accordo solo. |
| 7 minuti | Una canzone del blog, dall’inizio alla fine, senza fermarti anche se sbagli. |
Suonare una canzone intera senza fermarsi, anche con qualche errore, è un allenamento diverso dallo studiare i pezzi difficili. Servono tutti e due: chi si ferma a ogni errore non impara mai a “tenere” una canzone.
1. Una corda ronza mentre fai un accordo. Prima cosa da provare?
2. Se la sinistra non arriva in tempo al cambio, la destra…
Lezione
Si bemolle, settime e i primi barrè
Con i primi nove accordi suoni già tantissimo. Per le canzoni in Fa, Re o Mi, però, servono questi: il primo vero ostacolo è il Si bemolle (Bb), uno degli accordi più frequenti all’ukulele.
Il Si bemolle e il Si minore
Sono i primi accordi con un piccolo barrè: l’indice preme due o tre corde insieme, steso e leggermente girato sul lato.
- Metti prima solo l’indice steso sulle corde Mi e La al 1° tasto e pizzica le due corde: devono suonare pulite.
- Aggiungi il medio sulla corda Do (2° tasto) e l’anulare sulla corda Sol (3° tasto).
- Allena il cambio F → Bb: è il più frequente. L’indice resta sulla corda Mi al 1° tasto e si stende anche sulla corda La: è il tuo dito guida.
Le settime
All’ukulele le settime sono spesso più facili degli accordi normali: A7 e C7 si fanno con un dito solo.
Come alla chitarra, la settima porta all’accordo una quinta sotto: A7 → Dm, E7 → Am, C7 → F, D7 → G. E Am7 si fa senza dita: tutte le corde a vuoto!
E il Mi maggiore?
È l’accordo più scomodo dell’ukulele. Quando lo trovi, hai due strade: suonare E7 al suo posto (quasi sempre va bene) oppure spostare la canzone in un’altra tonalità con i pulsanti Tono nella pagina della canzone.
Bb, F e C sono gli accordi della tonalità di Fa, molto comune nelle canzoni italiane. Se una canzone ha troppi accordi difficili, prova a trasporla in Do o in Sol: all’ukulele sono le tonalità più comode.
1. Quale dito fa il barrè nel Si bemolle?
2. Trovi il Mi maggiore (E) in una canzone e ti è scomodo: cosa suoni?
Lezione
Ritmi avanzati per ukulele
L’ukulele è uno strumento ritmico: con pochi accordi, è il ritmo a fare la canzone. Questi quattro ti danno il suono “da spiaggia”, quello reggae e quello delle ballate lente.
La stoppata (chuck)
Mentre la mano scende sulle corde, il lato del palmo le blocca subito: esce un colpo secco, segnato con ×. È il suono più tipico dell’ukulele moderno.
- Prova la stoppata da sola: colpisci le corde in giù con le dita e appoggia subito il palmo. Deve sentirsi “tac”, senza note.
- Poi il ritmo 1 lentamente, contando ad alta voce «1 e 2 e 3 e 4 e»: la stoppata cade sul 2 e sul 4.
- Quando è sicuro, provalo su C, Am, F, G: è il giro di decine di canzoni.
Nel 6/8 si conta «1 2 3 4 5 6» con gli accenti sull’1 e sul 4. Se una canzone “dondola” invece di marciare, quasi sempre è in 6/8 o in 3/4.
1. Come si fa la stoppata?
2. In quale ritmo le pennate in su arrivano in ritardo?
Lezione
Arpeggio e fingerpicking all’ukulele
Pizzicare le corde una alla volta rende l’ukulele dolcissimo: è il suono di ninne nanne, ballate e intro di tante canzoni. La mano sinistra fa gli accordi di sempre.
Una corda per dito
| Dito | Suona |
|---|---|
| P pollice | corde Sol (4ª) e Do (3ª) |
| I indice | corda Mi (2ª) |
| M medio | corda La (1ª) |
Attenzione: nell’ukulele la corda Sol, la più vicina al viso, è acuta (accordatura “rientrante”). Per questo l’arpeggio suona come un carillon e non ha un vero basso.
Lo schema P-I-M-I
Il pollice alterna corda Do e corda Sol, indice e medio rispondono: otto note per battuta, regolari, contando «1 e 2 e 3 e 4 e».
C Am A|-----3-------3---|-----0-------0---| E|---0---0---0---0-|---0---0---0---0-| C|-0---------------|-0---------------| G|---------0-------|---------2-------| P I M I P I M I P I M I P I M I
- Appoggia l’anulare o il mignolo della mano destra sulla tavola, vicino alla buca: dà stabilità alla mano.
- Suona lo schema su un accordo solo finché le dita vanno da sole.
- Aggiungi i cambi: C → Am → F → G, una battuta ciascuno.
- Prova a mescolare: arpeggio nella strofa, pennata nel ritornello. La canzone prende subito forma.
Se il pollice è troppo “forte” rispetto alle altre dita, prova a suonare con il lato del pollice invece che con la punta: il suono diventa più morbido e uniforme.
1. Perché l’arpeggio dell’ukulele non ha un vero basso?
Lezione
Diesis, bemolli e accordi con i tasti neri
Finora hai usato solo i tasti bianchi. Ma moltissime canzoni sono in tonalità come Re, La o Mi, e lì i tasti neri servono di continuo. La buona notizia: la regola per costruire gli accordi è sempre la stessa.
Diesis e bemolle: due nomi per lo stesso tasto
- Il diesis (#) alza una nota di un semitono, cioè al tasto subito a destra: Do# è il tasto nero tra Do e Re.
- Il bemolle (b) abbassa di un semitono, cioè al tasto subito a sinistra: Reb è lo stesso tasto nero di Do#.
- Do# e Reb si chiamano note enarmoniche: suonano uguali, cambia solo il nome. Si usa l’uno o l’altro in base alla tonalità.
- Attenzione a Mi-Fa e Si-Do: tra loro non c’è un tasto nero, quindi Mi# è un Fa e Si# è un Do.
La regola dei semitoni
Per qualsiasi accordo maggiore parti dalla fondamentale e conta i tasti, bianchi e neri, uno per uno:
| Accordo | Regola | Esempio |
|---|---|---|
| Maggiore | fondamentale + 4 semitoni + 3 semitoni | Re → Fa# → La |
| Minore | fondamentale + 3 semitoni + 4 semitoni | Re → Fa → La |
Ecco i sei accordi con i tasti neri che incontrerai più spesso nelle canzoni del blog. Tocca la tastiera per sentire le singole note.
Un trucco per non sbagliare
Un accordo maggiore e il minore con lo stesso nome cambiano solo la nota di mezzo: per passare da Re a Re minore abbassi il Fa# a Fa. Prova D → Dm → D, poi A → Am → A e E → Em → E.
Le alterazioni in chiave
All’inizio di uno spartito, subito dopo la chiave, a volte trovi dei diesis o dei bemolli: è l’armatura di chiave. Vuol dire che quelle note vanno sempre alterate, in tutto il brano. Un solo Fa# in chiave, per esempio, vuol dire che ogni Fa diventa Fa#: è la tonalità di Sol maggiore (o di Mi minore).
Con i tasti neri cambia la posizione della mano: nelle triadi con un tasto nero al centro (D, E, A) porta la mano un po’ più dentro la tastiera, verso i tasti neri, così il medio arriva al tasto nero senza piegare il polso.
1. Quale tasto è il Fa#?
2. Quali sono le note del La maggiore (A)?
3. Do# e Reb sono…
Lezione
La mano sinistra: gli schemi di accompagnamento
Nelle canzoni la mano destra di solito suona gli accordi (o la melodia) e la sinistra fa il basso: è lei che dà il ritmo e la profondità. Non serve inventare: esistono pochi schemi che vanno bene per quasi tutto. Imparali sull’accordo di Do, poi applicali agli altri.
In tutti gli esempi la destra tiene l’accordo di Do (Do, Mi, Sol) e la sinistra suona sotto il Do centrale.
1. La fondamentale
Una sola nota, quella che dà il nome all’accordo, tenuta per tutta la battuta. È il primo passo per suonare a due mani.
2. L’ottava
La stessa nota due volte, a distanza di un’ottava: mignolo (5) sotto, pollice (1) sopra. Il suono diventa subito più pieno.
3. Fondamentale e quinta
Do e Sol insieme (mignolo e pollice): è un accordo “vuoto”, senza terza, che va bene sia sotto un accordo maggiore sia sotto uno minore.
4. Il basso alternato
Fondamentale sul primo e sul terzo movimento, quinta più bassa sul secondo e sul quarto: Do, Sol, Do, Sol. È il basso di tante canzoni popolari e del liscio.
5. L’arpeggio aperto (1-5-8-5)
Fondamentale, quinta, ottava e di nuovo quinta, una per movimento: Do, Sol, Do, Sol. Diteggiatura 5, 2, 1, 2. Perfetto per le ballate.
6. Il basso albertino (1-5-3-5)
Do, Sol, Mi, Sol a crome (due note per movimento), diteggiatura 5, 1, 3, 1. Lo usava Mozart e oggi si trova in moltissime canzoni pop al pianoforte.
Come applicarli a una canzone
- Scegli una canzone facile con tre o quattro accordi (per esempio C, G, Am, F).
- Per ogni accordo cerca la fondamentale con la sinistra: Do, Sol, La, Fa. La quinta è sempre 7 semitoni sopra (o 5 sotto).
- Comincia con lo schema 1 su tutta la canzone. Quando non devi più pensarci, passa al 2, poi al 4 o al 5.
- La destra intanto suona gli accordi con i rivolti, come nella lezione sull’accompagnamento.
Per ogni accordo la sinistra può cambiare schema: nelle strofe l’ottava o la fondamentale, nel ritornello l’arpeggio. Già così l’accompagnamento “cresce” come nei dischi.
1. Nello schema “fondamentale e quinta” sull’accordo di Re, quali note suona la sinistra?
2. Quale schema suona Do, Sol, Mi, Sol?
Lezione
Suonare a mani unite
Far fare due cose diverse alle mani è la vera difficoltà del pianoforte, all’inizio per tutti. Il cervello impara un po’ alla volta: il segreto è non provare tutto insieme subito.
Il metodo in cinque passi
- Mano destra da sola, finché la suoni senza guardare lo spartito.
- Mano sinistra da sola, nello stesso modo.
- Insieme, lentissimo: metà della velocità che ti sembra normale. Anche 50 BPM vanno benissimo.
- Se sbagli, non ricominciare da capo: ripeti solo la battuta difficile, cinque volte di fila, poi riparti dalla battuta prima.
- Alza la velocità di poco (5 BPM) solo quando la versione lenta esce pulita tre volte di seguito.
Esercizio di coordinazione
Mano destra in posizione di Do (pollice sul Do centrale), mano sinistra un’ottava sotto (mignolo sul Do). Suona insieme, una nota per movimento:
- Moto parallelo: le due mani salgono insieme Do-Re-Mi-Fa-Sol e poi scendono. Destra 1-2-3-4-5, sinistra 5-4-3-2-1.
- Moto contrario: pollici entrambi sul Do centrale, le mani si allontanano (la destra sale, la sinistra scende) e poi tornano. Le dita hanno lo stesso numero: più facile di quanto sembri.
Il primo brano: «Al chiaro di luna»
Una melodia popolare francese di tre secoli fa (Au clair de la lune), perfetta per cominciare: la destra usa solo Do, Re e Mi (dita 1, 2, 3), la sinistra suona note lunghe Do e Sol (mignolo sul Do, pollice sul Sol).
La frase si ripete identica due volte: quando la sai, suonala due volte di seguito e hai la prima metà del brano.
Conta ad alta voce «1, 2, 3, 4» mentre suoni. Le note lunghe della sinistra sono le più facili da sbagliare: le stacchi troppo presto.
1. Quando studi un brano nuovo a mani unite, da dove conviene partire?
2. Una minima (nota bianca con il gambo) quanto dura in 4/4?
Lezione
Primi brani: l’Inno alla gioia e il giro pop
È il momento di mettere tutto insieme. Il primo brano è il tema dell’Inno alla gioia di Beethoven, in una versione semplificata: la destra resta ferma in posizione di Do (pollice sul Do centrale), la sinistra alterna Do e Sol.
Inno alla gioia, prima frase
Inno alla gioia, seconda frase
- Diteggiatura: ogni dito ha il suo tasto, Do = 1, Re = 2, Mi = 3, Fa = 4, Sol = 5. La mano non si sposta mai.
- Sinistra: anche lei in posizione di Do, un’ottava sotto: mignolo (5) sul Do, pollice (1) sul Sol. Neanche la sinistra si sposta mai.
Il giro pop: C, G, Am, F
Ora un accompagnamento da canzone vera. È lo stesso giro di centinaia di successi, suonato come nei dischi:
- Sinistra: l’ottava sulla fondamentale (Do, Sol, La, Fa), tenuta per tutta la battuta.
- Destra: gli accordi con i rivolti (C = Do Mi Sol, G = Si Re Sol, Am = Do Mi La, F = Do Fa La), suonati sul ritmo 3 + 3 + 2: sul «1», a metà del «2» e sul «4». Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e suona su 1, sulla e del 2 e sul 4.
Quando lo suoni senza fermarti, apri una canzone del blog con gli accordi C, G, Am e F e usalo per accompagnarla: funziona con quasi tutte.
Registrati con il telefono mentre suoni: risentendoti capisci subito se rallenti nei cambi di accordo. È il difetto più comune, e il più facile da correggere.
1. Nell’Inno alla gioia in posizione di Do, quale dito suona il Sol?
2. Nel ritmo 3 + 3 + 2 la destra suona…
Lezione
Altre scale: Sol, Re, Fa e La minore
Ogni tonalità ha la sua scala. Le quattro di questa lezione, insieme a quella di Do, coprono la maggior parte delle canzoni facili. Le scale maggiori hanno tutte la stessa forma: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono, e per rispettarla in alcune servono i tasti neri. La scala minore naturale ha invece la forma tono, semitono, tono, tono, semitono, tono, tono.
Sol maggiore (un diesis: Fa#)
| Sol | La | Si | Do | Re | Mi | Fa# | Sol | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Destra | 1 | 2 | 3 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
| Sinistra | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | 3 | 2 | 1 |
La diteggiatura è identica a quella di Do: cambia solo il Fa, che diventa Fa# (tasto nero, suonato con il 4 della destra).
Re maggiore (due diesis: Fa# e Do#)
| Re | Mi | Fa# | Sol | La | Si | Do# | Re | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Destra | 1 | 2 | 3 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
| Sinistra | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | 3 | 2 | 1 |
Fa maggiore (un bemolle: Sib)
| Fa | Sol | La | Sib | Do | Re | Mi | Fa | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Destra | 1 | 2 | 3 | 4 | 1 | 2 | 3 | 4 |
| Sinistra | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | 3 | 2 | 1 |
Qui la destra è diversa: il pollice non può andare sul Sib (tasto nero), quindi passa sotto dopo il Sib, sul Do. Si chiude con il 4.
La minore (nessuna alterazione)
| La | Si | Do | Re | Mi | Fa | Sol | La | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Destra | 1 | 2 | 3 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
| Sinistra | 5 | 4 | 3 | 2 | 1 | 3 | 2 | 1 |
Usa gli stessi tasti di Do maggiore ma parte dal La: è la sua relativa minore. Stessi tasti, atmosfera completamente diversa, più malinconica.
Come studiarle
- Una scala alla volta, prima con la destra (un’ottava, su e giù), poi con la sinistra.
- Metronomo a 60 BPM, una nota per movimento. Quando è pulita, due note per movimento.
- Poi suona le tre triadi principali della tonalità: in Sol sono G, C e D; in Re sono D, G e A; in Fa sono F, Bb e C; in La minore Am, Dm ed E (il Mi ha il Sol#: in minore l’accordo sul quinto grado si fa quasi sempre maggiore).
Cinque minuti di scale all’inizio di ogni studio bastano: scaldano le dita e ti fanno entrare nella tonalità del brano che stai per suonare.
1. Quale nota è alterata nella scala di Sol maggiore?
2. La minore usa gli stessi tasti di…
Lezione
Accordi di settima, sus e add
Negli accordi delle canzoni trovi spesso sigle come G7, Cmaj7, Am7 o Dsus4. Sono accordi con una nota in più, o con una nota spostata: danno colore e “tensione” all’armonia.
| Sigla | Come si fa | Esempio |
|---|---|---|
| 7 (G7) | triade maggiore + la nota 10 semitoni sopra la fondamentale | Sol Si Re Fa |
| maj7 (Cmaj7) | triade maggiore + la nota 11 semitoni sopra (un semitono sotto l’ottava) | Do Mi Sol Si |
| m7 (Am7) | triade minore + la nota 10 semitoni sopra | La Do Mi Sol |
| sus4 (Csus4) | la terza sale di un semitono e diventa quarta | Do Fa Sol |
| sus2 (Csus2) | la terza scende di un tono e diventa seconda | Do Re Sol |
| add9 (Cadd9) | triade + la seconda un’ottava sopra | Do Mi Sol Re |
Dove si usano
- L’accordo di settima (G7) “chiede” di andare avanti: quasi sempre è seguito dall’accordo una quinta sotto (G7 → C). Ascolta la differenza.
- Il sus4 spesso si risolve sull’accordo normale: Csus4 → C. È un effetto classico nei finali.
- maj7 e m7 sono accordi morbidi, tipici di ballate, pop raffinato e cantautori.
Il trucco della sinistra
Con quattro note la destra si riempie in fretta. Soluzione comoda: la sinistra suona la fondamentale e la destra le altre tre note. Per G7: sinistra Sol, destra Si, Re, Fa.
Se una sigla ti blocca, suona l’accordo base senza il resto: al posto di Am7 suona Am, al posto di Dsus4 suona D. La canzone funziona lo stesso, poi aggiungerai i colori.
1. Quali sono le note di G7?
2. In un accordo sus4 manca…
Lezione
Solfeggio ritmico: leggere il ritmo a tempo
Il solfeggio è la lettura della musica: si legge un ritmo (o una melodia) e lo si esegue a tempo, senza strumento. È l’allenamento che trasforma la teoria delle figure in qualcosa che sai davvero fare. In questa lezione lavori solo sul ritmo: nessuna nota da trovare, solo quando suonare.
Come si fa
- Batti il tempo con il piede o conta ad alta voce «1, 2, 3, 4»: è il pavimento su cui appoggi tutto il resto.
- Batti le mani (o di’ «ta») su ogni nota. Sulle note lunghe tieni il suono finché non arriva la nota dopo.
- Sulle pause non batti, ma continui a contare: il tempo non si ferma mai.
- Le crome dividono il movimento in due: si contano «1 e 2 e», con la «e» a metà tra un numero e l’altro.
Gli esercizi interattivi
- Premi Ascolta: prima senti una battuta di metronomo (il “via”), poi il ritmo.
- Premi Prova tu: dopo la battuta di via, tocca il pulsante grande (o premi la barra spaziatrice) su ogni nota, mentre il metronomo continua.
- Alla fine le note diventano verdi se le hai prese a tempo e rosse se sei andato in anticipo, in ritardo o le hai saltate.
- Usa − e + per cambiare la velocità: comincia lento, la precisione viene prima della velocità.
1. Semiminime e minime
2. Le pause
3. Le crome
Due crome valgono una semiminima: sono unite da una trave. Conta «1 e 2 e 3 e 4 e» e batti sulle sillabe scritte sotto le note.
Se un esercizio non ti viene, non accelerare: abbassa i BPM finché lo fai giusto tre volte di fila, poi risali di 5. Due o tre esercizi al giorno bastano.
1. Durante una pausa di semiminima cosa fai?
2. Quante crome entrano in una battuta di 4/4?
3. Una minima in 4/4 dura…
Lezione
Punto, legatura e semicrome
Ora le figure “dispari”: il punto e la legatura allungano le note, le semicrome dividono il movimento in quattro. Sono ovunque nelle canzoni.
1. La minima col punto
Il punto aggiunge metà del valore: minima (2) + punto (1) = 3 movimenti. È la nota lunga tipica dei valzer e dei finali di frase.
2. La semiminima col punto
Semiminima (1) + punto (½) = un movimento e mezzo: la nota dopo, di solito una croma, arriva sulla «e». È il ritmo «taaa-ta» di tantissime melodie.
3. La legatura di valore
Due note della stessa altezza unite da un archetto si suonano una volta sola, tenendo il suono per tutte e due. Serve soprattutto a scavalcare la stanghetta della battuta.
4. Le semicrome
Quattro semicrome valgono una semiminima, unite da una doppia trave. Si contano «ta-ka-ta-ka», quattro sillabe per ogni movimento. Batti piano e leggero: sono veloci.
5. Croma col punto e semicroma
Una croma col punto (¾ di movimento) e una semicroma (¼): un ritmo “saltellato”, come un galoppo.
1. Quanto dura una minima col punto?
2. Due semiminime della stessa altezza unite da una legatura di valore…
3. Quante semicrome valgono una semiminima?
Lezione
Sincope e terzine
Due ritmi che danno “movimento” alla musica pop: la sincope sposta l’accento dove non te lo aspetti, la terzina divide il movimento in tre invece che in due.
La sincope
Una nota parte sulla «e» (cioè a metà movimento) e dura oltre il movimento successivo: l’accento cade “fuori posto”, ed è proprio questo che fa venire voglia di muoversi. La forma più comune è croma-semiminima-croma: batti sull’«1», sulla «e» dopo l’1 e sulla «e» dopo il 2, mentre il «2» resta dentro la nota lunga.
Trucco: conta sempre «1 e 2 e 3 e 4 e» ad alta voce e batti solo le sillabe scritte sotto le note. Il conteggio resta regolare, è il battito delle mani che si sposta.
La terzina
Tre crome con un 3 sopra si suonano nello spazio di due: il movimento è diviso in tre parti uguali. Si conta «tri-o-la, tri-o-la», con l’accento sulla prima.
Due crome o una terzina?
Ascolta la differenza: prima due crome per movimento, poi tre. Le crome “marciano”, le terzine “dondolano”: è lo stesso dondolio dello shuffle e del 6/8.
Nelle canzoni la sincope è spesso scritta con una legatura (croma legata a croma oltre il movimento): suona esattamente come croma-semiminima-croma. Riconoscerla a orecchio è più importante che saperla scrivere.
1. Cosa caratterizza una sincope?
2. Una terzina di crome dura…
Lezione
Gli intervalli
Un intervallo è la distanza tra due note. Si misura in due modi: con un numero, contando i nomi delle note (Do-Mi = Do, Re, Mi = terza), e con i semitoni che le separano, che dicono se l’intervallo è maggiore, minore o giusto.
Come si contano
- Il numero conta anche la prima e l’ultima nota: Do-Sol è una quinta (Do, Re, Mi, Fa, Sol).
- Seconde, terze, seste e settime possono essere maggiori o minori (un semitono in meno).
- Quarte, quinte e ottave si chiamano giuste.
- Gli intervalli si possono suonare in successione (melodici) o insieme (armonici): il pulsante li fa sentire tutti e due.
Tutti gli intervalli dal Do
| Intervallo | Semitoni | Esempio | Per ricordarlo | |
|---|---|---|---|---|
| Seconda minore | 1 | Do → Reb | «Lo squalo» (il tema del film) | |
| Seconda maggiore | 2 | Do → Re | «Fra Martino» (Fra-Mar…) | |
| Terza minore | 3 | Do → Mib | «Greensleeves» | |
| Terza maggiore | 4 | Do → Mi | «Oh When the Saints» | |
| Quarta giusta | 5 | Do → Fa | la Marcia nuziale di Wagner | |
| Tritono (quarta aumentata) | 6 | Do → Fa# | la sigla dei Simpson | |
| Quinta giusta | 7 | Do → Sol | «Ah vous dirai-je maman» (Brilla brilla la stellina) | |
| Sesta minore | 8 | Do → Lab | «The Entertainer» (il salto Mi→Do dopo le prime tre note) | |
| Sesta maggiore | 9 | Do → La | «My Bonnie» | |
| Settima minore | 10 | Do → Sib | «Somewhere» da West Side Story | |
| Settima maggiore | 11 | Do → Si | un semitono sotto l’ottava (Do–Si) | |
| Ottava | 12 | Do → Do | «Over the Rainbow» |
Le canzoni nella colonna “per ricordarlo” sono un aiuto classico: canta mentalmente l’inizio della melodia e senti subito l’intervallo. Funziona solo se la conosci: scegli quelle che ti vengono in mente e sostituisci le altre con canzoni tue.
Perché servono
- Gli accordi sono fatti di intervalli: maggiore = terza maggiore + terza minore; minore = il contrario.
- Riconoscere gli intervalli a orecchio è il primo passo per suonare “a orecchio” una melodia sentita alla radio.
- Nel canto, sapere che il salto è una quinta o una terza ti aiuta a prendere la nota giusta.
Allenati con i giochi «Intervalli» e «Intervalli insieme» nei Passatempi: cinque minuti al giorno e in qualche settimana riconosci terze, quarte e quinte al primo ascolto.
1. Do-Fa che intervallo è?
2. La terza minore è formata da…
3. Re-La che intervallo è?
Lezione
Lettura cantata: intonare le note
Il solfeggio cantato è leggere le note e cantarle con il loro nome: Do, Re, Mi… È l’allenamento più completo per l’orecchio: chi sa cantare quello che legge sente la musica “dentro” prima di suonarla.
Come si fa
- Ascolta l’esercizio con il pulsante Ascolta, anche più volte.
- Premi Canta tu e consenti l’uso del microfono. Canta ogni nota dicendone il nome, tenendola finché diventa verde: poi passa alla successiva.
- L’indicatore ti dice se sei calante (troppo basso, a sinistra) o crescente (troppo alto, a destra).
- Non importa l’ottava: se hai una voce grave, canta pure più in basso. Conta il nome della nota.
1. Do, Re, Mi
2. La scala fino al Sol
3. L’arpeggio di Do
Ora i salti: Do-Mi è una terza, Mi-Sol un’altra terza. Pensa alla nota prima di cantarla.
4. Una melodia: «Ah vous dirai-je maman»
La melodia di «Brilla brilla la stellina», con il salto di quinta Do-Sol all’inizio.
Il microfono funziona meglio in una stanza silenziosa, con il telefono a mezzo metro da te. Se l’indicatore salta, canta più forte e su una vocale aperta: «Dooo», «Reee».
1. Se l’indicatore dice che sei “calante”, cosa fai?
2. Una voce grave può cantare un’ottava sotto?
Lezione
Dinamica, agogica e segni di ripetizione
Uno spartito non dice solo quali note suonare e quando: dice anche quanto forte, quanto veloce e in che ordine leggere le battute. Sono indicazioni in italiano usate in tutto il mondo.
La dinamica: piano e forte
| Segno | Si legge | Vuol dire |
|---|---|---|
| pp | pianissimo | molto piano |
| p | piano | piano |
| mp | mezzo piano | abbastanza piano |
| mf | mezzo forte | abbastanza forte |
| f | forte | forte |
| ff | fortissimo | molto forte |
| crescendo (cresc.) | aumentare gradualmente | |
| diminuendo (dim.) | diminuire gradualmente |
Come si suonano le note
| Segno | Nome | Vuol dire |
|---|---|---|
| · | staccato | nota corta, separata dalla successiva |
| ⌒ | legato (legatura di portamento) | note unite senza interruzione. Non confonderla con la legatura di valore, che unisce due note uguali |
| > | accento | suona quella nota più forte delle altre |
| 𝄐 | corona | tieni la nota più a lungo, a piacere |
Andamento e agogica: la velocità
| Indicazione | Significato | Velocità indicativa |
|---|---|---|
| Largo, Adagio | lento | circa 50-70 BPM |
| Andante | “a passo d’uomo” | circa 75-100 BPM |
| Moderato | né lento né veloce | circa 100-115 BPM |
| Allegro | veloce, vivace | circa 120-150 BPM |
| Presto | molto veloce | oltre 160 BPM |
| rit. / rall. | ritardando / rallentando | rallentare gradualmente |
| accel. | accelerando | accelerare gradualmente |
| a tempo | a tempo | torna alla velocità di prima |
I segni di ripetizione
Per non riscrivere parti uguali (come il ritornello di una canzone) si usano dei segni che dicono di tornare indietro.
| Indicazione | Cosa fare |
|---|---|
| D.C. (Da Capo) | torna all’inizio del brano |
| D.S. (Dal Segno) 𝄋 | torna al segno 𝄋 |
| al Fine | dopo essere tornato indietro, fermati dove c’è scritto Fine |
| al Coda 𝄌 | dopo essere tornato indietro, quando trovi 𝄌 salta alla parte finale chiamata Coda |
Esempio tipico di canzone: strofa, ritornello, D.S. al Coda. Suoni strofa e ritornello, torni al segno (di solito l’inizio della seconda strofa), arrivi al simbolo della coda e salti al finale.
Prima di suonare un brano nuovo, “percorrilo” con gli occhi: trova ritornelli, segni e coda e decidi l’ordine delle battute. Ti eviti di perderti a metà.
1. Cosa vuol dire mf?
2. Con la prima e la seconda volta, la seconda volta…
3. Allegro indica un tempo…
4. D.C. al Fine significa…
Lezione
Leggere uno spartito completo
Mettiamo insieme tutto. Questo è lo spartito di «Fra Martino», canzone popolare, scritto come nei libri di canzoni: melodia sul pentagramma, testo sotto le note e sigle degli accordi sopra. È lo stesso formato degli spartiti delle canzoni pop (si chiama lead sheet).
Cosa leggere, in ordine
- La chiave: violino, quindi la seconda riga dal basso è il Sol.
- L’armatura: nessun diesis e nessun bemolle, quindi siamo in Do maggiore (o La minore). L’ultima nota, Do, conferma: Do maggiore.
- Il tempo: 4/4, quattro movimenti per battuta. Conta «1, 2, 3, 4» prima di cominciare.
- Il ritmo: semiminime, minime e, nella quinta e sesta battuta, crome a coppie («suo-na le cam-»).
- Le note: la melodia sta tra il Sol sotto il Do centrale e il La sopra il Do centrale, un’estensione facile per la voce.
- Gli accordi: la sigla vale finché non ne arriva un’altra. Qui quasi tutto è Do (C), con un Sol (G) su «don».
- I segni: alla fine c’è il ritornello: si ripete tutto. Cantato a canone, una seconda voce parte quando la prima arriva a «dormi tu».
Ora tocca a te
- Fai il solfeggio ritmico del brano: batti il ritmo dicendo le sillabe del testo.
- Fai il solfeggio cantato: canta le note con il loro nome (Do, Re, Mi, Do…), poi con le parole.
- Suonalo sul tuo strumento: la melodia sulla tastiera, oppure gli accordi sulla chitarra o sull’ukulele mentre canti.
Le canzoni del blog sono scritte con solo testo e accordi. Con quello che hai imparato qui puoi leggere anche gli spartiti completi che trovi nei libri e online, e capire da dove vengono quegli accordi.
1. In questo spartito, quante crome ci sono nella quinta battuta?
2. Una sigla di accordo scritta sopra il pentagramma vale…
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